Palazzo Novecento, destinazione pubblica

18 Settembre 2018

Il Consiglio di Stato salva l’edificio di via De Titta dalla demolizione: accoglierà assessorati e uffici

LANCIANO . È stata rigettata la richiesta di revoca della sentenza del Consiglio di Stato presentata dall’avvocato Pietro Salvatore per l’abbattimento di Palazzo Novecento. La sesta sezione del Consiglio di Stato ha ritenuto inammissibile il procedimento che mirava a ribaltare la sentenza del medesimo tribunale che stabiliva che lo stabile abusivo di via De Titta non venisse demolito. Per l’avvocato Salvatore, confinante della palazzina della discordia, la sentenza doveva essere revocata per «errore di fatto risultante dagli atti e dai documenti di causa; erroneità in quanto in contrasto e contraria con altre precedenti sentenze intervenute tra le parti ed aventi autorità di cosa giudicata e per omessa statuizione del giudice su una rilevante questione facente parte del petitum sostanziale e processuale, divenuto giudicato». Motivazioni che non sono state tuttavia accolte. Palazzo Novecento era stato costruito senza rispettare le distanze dai confini, come hanno riconosciuto diverse sentenze del Tar e andava per questo demolito. Ma il Comune ha invece tentato la carta dell’acquisizione dell’immobile nel proprio patrimonio e, quindi, il riconoscimento, ritenuto legittimo anche dal Consiglio di Stato, di Palazzo Novecento del «prevalente interesse pubblico» al fine di ospitare uffici pubblici comunali. E così sarà. L’elegante palazzina da dieci appartamenti dovrebbe ospitare, così come nei piani dell’amministrazione Pupillo, gli assessorati alle politiche sociali e ambientali, il segretariato sociale, gli uffici patrimonio, mobilità e traffico, l’assessorato all’istruzione e l’archivio del V settore per un totale di 45 addetti. Il piano terra della palazzina sarà invece destinato al pubblico per attività di front office. Il risparmio per le spese di affitto degli uffici dovrebbe essere di 85mila euro l’anno. A questi si aggiungono gli oltre 300mila euro che sarebbero serviti per far fronte alla demolizione della struttura. «Anche dal punto di vista patrimoniale», commenta il sindaco, Mario Pupillo, «si è proceduto ad una acquisizione importante che fa aumentare il patrimonio comunale». (d.d.l.)