Palazzo Veneziani consegnato all’ateneo
Ieri sera la cerimonia ufficiale con il rettore Caputi e il presidente di Confindustria Pagliuca
CHIETI. Una pesante antica chiave data dal presidente di Confindustria Silvano Pagliuca al rettore Sergio Caputi. Dopo la firma dei contratti, è stato questo atto a simboleggiare la consegna all’università d’Annunzio del palazzetto dei Veneziani, ex sede di Confindustria Chieti dismessa con la fusione tra le sezioni di Chieti e Pescara. In un clima di serenità e allegria, ieri sera Caputi ha preso possesso ufficialmente, con una cerimonia ufficiale, dello storico palazzetto in largo Teatro Vecchio nel cuore della città, che segna il ritorno sul colle dell’università.
Chiesto da più parti anche alle precedenti amministrazioni universitarie, il ritorno in centro non era mai stato preso in considerazione, a causa delle scelte ormai fatte sulla delocalizzazione allo Scalo e la realizzazione del grande campus di via dei Vestini. Caputi, invece, non è rimasto sordo alle richieste e ha deciso di riaprire una sede in centro. Acquistato al costo di 1.510.000 euro, l’edificio sarà sede degli uffici della fondazione d’Annunzio e probabilmente anche di quelli dell’ateneo telematico da Vinci che la d’Annunzio si sta pian piano riprendendo, dopo la scelta di affidare il 51 per cento del consiglio d’amministrazione a un partner privato. L’esperimento non solo è fallito ma è finito anche al centro di un’inchiesta giudiziaria per fondi spariti (quasi un milione di euro) che vede l’ateneo dannunziano come vittima.
Ieri sera, ad assistere all’atto ufficiale di consegna da parte del presidente di Confindustria Pagliuca nei confronti del rettore Caputi, c’erano anche i due direttori generali dell’ateneo e dell’associazione industriale, rispettivamente Giovanni Cucullo e Luigi Di Giosaffatte, il funzionario di Confindustria Ivano Calabrese e il sindaco di Chieti Umberto Di Primio. A quest’ultimo non deve essere sfuggita l’importanza dell’operazione che il rettore Caputi ha voluto compiere per rilanciare il centro storico teatino, segnato da un progressivo spopolamento e da una spoliazione di uffici e attività commerciali. Caputi è stato l’unico a invertire il trend. Un piccolo passo, almeno per ora, che forse potrà innescare un circolo virtuoso. (a.i.)

