Palombaro, la giunta rinuncia agli stipendi e li investe nel sociale

6 Febbraio 2015

Sindaco e assessori non percepiscono indennità da 6 anni Per il 2015 hanno comprato defibrillatori e videocamere

PALOMBARO. La politica, quella con la P maiuscola esiste. Esiste davvero in mezzo a tanta corruzione, a chi usa incarichi politici per spartirsi poltrone e soldi. Un esempio di queste Politica è un in piccolo Comune ai piedi della Majella , o meglio nel Comune chiamato proprio per la sua posizione “la sentinella della Majella”: Palombaro. Qui, da 6 anni, il sindaco, Consuelo Di Martino e i suoi assessori, oggi due, Nunziato De Simone e Pietrantonio De Vitis, fino alla passata legislatura erano 5, non prendono un solo centesimo delle indennità di carica che spetterebbe loro. Nulla. I soldi, circa 24mila euro annui, vengono distribuiti sul bilancio nei capitoli di spesa che necessitano di maggiori fondi. Sociale, sport, viabilità. Non solo, con questi soldi l’amministrazione è riuscita anche a creare nuove iniziative e progetti. Ultimo l’acquisto, fatto nei mesi scorsi, di due defibrillatori, appena arrivati in Comune e l’avvio del progetto della videosorveglianza per il controllo del paese. «Quella dei defibrillatori è l’ultima iniziativa fatta grazie ai soldi delle indennità» spiega la sindaco, rieletta lo scorso anno, «sono due, uno a disposizione degli impianti sportivi e l’altro sarà collocato al centro del paese. Per usarli bene stiamo anche formando dei volontari della protezione civile. Allo stesso tempo portiamo avanti il progetto della videosorveglianza. Con i soldi accantonati l’anno scorso abbiamo previsto l’acquisto di tre telecamere ma vogliamo implementarle nel 2015. Un progetto, quello della videosorveglianza, volto non solo a tutelare i cittadini dal punto di vista della sicurezza, contro quindi i furti, ma anche per controllare il territorio, evitando che sorgano discariche abusive, per rendere più sicura la viabilità. Un progetto complesso che sarà completato quest’anno». Sono diverse le iniziative fatte in questi sei anni con i soldi delle indennità e con i risparmi fatti dal Comune, visto che la giunta non percepisce rimborsi spesa né ha schede telefoniche comunali, come accadeva in passato. Un’iniziativa, fatta tre anni fa e che il sindaco vorrebbe ripetere è quella della baby card ossia un kit di benvenuto per i nuovi nati comprendente una card con un bonus prepagato di 300 euro che poteva essere speso per l'acquisto di prodotti dedicati all'infanzia negli esercizi commerciali convenzionati, una carta sconti valida per tre anni, un libro di racconti e una t-shirt. «Spalmiamo i soldi subito nel bilancio», dice il sindaco che rinuncia a 16.991 euro annui, «ad esempio nel 2014 abbiamo raddoppiato i fondi per la protezione civile e deciso di non far pagare la Tasi. I cittadini hanno pagato solo l’un per mille dovuto obbligatoriamente allo Stato. Cerchiamo di fare il bene del Comune, e non è facile in tempi in cui lo Stato taglia fondi su fondi soprattutto ai piccoli Comuni». Nel primo mandato il Comune ha reinvestito circa 120mila euro delle indennità.

Teresa Di Rocco

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