Palombaro, un nuovo percorso per la grotta Sant’Angelo

14 Agosto 2020

PALOMBARO. Nuova cartellonistica per arrivare alla grotta Sant’Angelo: l’amministrazione comunale punta su uno dei luoghi più affascinanti del Parco nazionale della Majella con al suo interno dei...

PALOMBARO. Nuova cartellonistica per arrivare alla grotta Sant’Angelo: l’amministrazione comunale punta su uno dei luoghi più affascinanti del Parco nazionale della Majella con al suo interno dei resti di un’antica chiesa di epoca medievale risalente all’XI secolo. La storia del luogo si perde nella notte dei tempi: si pensa che la grotta fosse deputata al culto di Bona, divinità pagana legata alla fertilità femminile per poi passare, in epoca cristiana, al culto di Sant’Agata. La tradizione vuole che le puerpere vi si recassero in pellegrinaggio per cospargersi le mammelle, per auspicare l’abbandonata di latte, con l’acqua che sorgeva all’interno della grotta. Il luogo è anche legato al culto di san Michele Arcangelo, figura cara alla pastorizia. Per raggiungere la grotta di Sant’Angelo si percorre il sentiero numero del Parco Nazionale della Majella, che si prende a Sant'Agata d'Ugno, frazione di Palombaro. È un sentiero adatto anche alle famiglie, breve e piacevole, che attraversa una bella faggeta. «La grotta Sant’Angelo, grazie a un nostro interessamento», dice il sindaco Consuelo Di Martino, «fa parte di un progetto dell’accademia di belle arti dell’Aquila che ha creato un circuito di dieci eremi, e promuove e organizza “eremi arte-percorsi tra arte natura e spiritualità”. Dal 2016 il nostro Comune è riuscito ad attirare l’attenzione dell’università d’Annunzio che ha reso la grotta sito di ricerche e scavi archeologici con la collaborazione con il professor Francesco Stoppa. La grotta Sant’Angelo è stata anche teatro naturale di un evento unico nel suo genere: eremo sotto le stelle. Oltre alle guide turistiche che organizzano escursioni, ci sono anche gruppi di yoga e meditazione che raggiungono la grotta all'alba». (m.d.n.)