Palombaro, è scontro su bilanci e debiti

21 Agosto 2020

L’ex giunta Pizzi: «Se i conti non tornano non è colpa nostra ma dell’attuale amministrazione»

PALOMBARO . «Il sindaco Consuelo Di Martino scarica la responsabilità dell’arrivo in Comune di un commissario liquidatore nel luglio scorso sull’amministrazione Pizzi in carica nel quinquennio 2004/2009. Eppure ci sembra che sia stata lei in giunta dal 1995 al 2004 e sindaco dal 2009 ad oggi, approvando quindi ben 10 bilanci, di previsione e consuntivi, senza batter ciglio. In 10 anni il sindaco, il suo assessore al bilancio, il revisore dei conti, il segretario comunale non sono stati in grado di comprendere la realtà o hanno fatto finta di non vedere?». È il gruppo Democratici per Palombaro a tornare sull’arrivo di un commissario liquidatore, chiamato dallo stesso sindaco, per «arginare i debiti del passato, del periodo 2004/2009». Di Martino aveva spiegato che «la difficoltà finanziaria generata nel 2004 non era più riparabile in via ordinaria nonostante i tagli fatti. Troppi i mutui accesi (16) e gli interessi, i pagamenti per lavori con fatture arrivate senza protocolli, i rimborsi per uscite, i decreti ingiuntivi arrivati; da qui la richiesta di un liquidatore». «Quando siamo entrati in carica nel 2004», dice l’ex vice sindaco Alderico Di Giovanni, «abbiamo dovuto riconoscere debiti fuori bilancio per oltre 250mila euro e chiudere contenziosi giudiziari per altri 200mila euro: tutti relativi al periodo 1995/2004 in cui Di Martino era stata assessore e poi vice sindaco. Nel nostro quinquennio abbiamo eseguito e appaltato lavori per quasi 3 milioni di euro, accendendo mutui per poco più di 350mila euro. Pare che il sindaco stia pagando con i mutui, i debiti che lei stessa ha lasciato nel 2004!» Il gruppo risponde anche sulle altre questioni. «I telefoni», riprende Di Giovanni, «erano in dotazione al costo di qualche euro mensile e per ragioni di sicurezza. La cena è una sola, istituzionale di 180 euro per 5 persone. Poi sulle indennità: il sindaco l'ha legittimamente riscossa per un periodo limitato, un assessore era in aspettativa non retribuita e noi altri avevamo rinunciato a qualsiasi beneficio. Infine i lavori effettuati senza fatture o con fatture senza protocollo: noi i loro li abbiamo riconosciuti nel 2005, lei li ha tirati fuori ben 11 anni dopo. Se veramente la situazione debitoria fosse stata riconducibile all'amministrazione Pizzi, il sindaco avrebbe aspettato 10 anni per chiamare un liquidatore?”.