Palpeggia studentessa in centro: nei guai

L’aggressore finisce sotto processo: la vittima, una teatina di 19 anni, lo ha riconosciuto in aula senza ombra di dubbio
CHIETI. L’ha avvicinata con la scusa di offrirle qualcosa da bere, poi ha iniziato ad abbracciarla fino a palpeggiarle il seno. Per quell’aggressione a sfondo sessuale avvenuta in pieno giorno, nel cuore del centro storico di Chieti, all’incrocio tra via de Lollis e piazza Malta, è finito sotto processo Lucky Oveibo, nigeriano di 27 anni residente in città. Il giudice Luca De Ninis, su richiesta del sostituto procuratore Marika Ponziani, lo ha rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una studentessa teatina di 19 anni. Per arrivare all’identificazione dell’imputato sono state decisive le indagini dei carabinieri della stazione di Chieti principale, al comando del luogotenente Michelangelo Donvito.
La ragazza, alle 15.30 del 28 febbraio di un anno fa, stava passeggiando in centro quando è stata avvicinata da un ragazzo che mai aveva visto prima. In base alla denuncia, è successo tutto nel giro di pochi secondi. Lo sconosciuto le ha proposto di andare al bar insieme, ma la studentessa ha rifiutato l’invito. Non contento, le ha chiesto se fosse interessata ad avere un rapporto sessuale. Anche in questo caso la giovane ha risposto con un fermo diniego. Ma non è bastato: il 27enne, fingendo di perdere all’improvviso l’equilibrio, l’ha abbracciata e palpeggiata. La studentessa è riuscita a divincolarsi e a fuggire, mentre il maniaco si è allontanato in direzione di corso Marrucino. La 19enne ha chiesto aiuto nella vicina caserma dei carabinieri. Gli accertamenti dell’Arma sono scattati immediatamente. Il mattino successivo, Oveibo è stato bloccato dai militari sempre in piazza Malta: indossava gli stessi vestiti del giorno precedente, compreso un vistoso cappello con visiera di colore blu.
Il resto è storia recente. Lo scorso gennaio, la vittima ha riconosciuto in aula il nigeriano «senza ombra di dubbio». E ieri mattina il giudice ha deciso di mandarlo a processo: la prima udienza è in programma il 2 novembre. L’imputato è difeso dall’avvocato Donato Carinci.

