Panini e stop alla mensa: gli alunni riportati a casa

Tempo pieno ma senza pasti, striscioni davanti all’elementare di via per Francavilla Mamme e papà riprendono i figli in anticipo: «Così è un danno per i nostri bambini»
CHIETI. Genitori in protesta con gli striscioni alla scuola elementare di via per Francavilla per la mancata riattivazione della mensa. «Il servizio avrebbe dovuto ricominciare questa settimana», dice Fabiano Di Muzio, uno dei genitori rappresentanti di classe, «e a noi solo venerdì scorso la scuola ha detto che il tempo pieno sarebbe regolarmente iniziato ma senza la mensa. Ai nostri figli avremmo dovuto preparare un pasto da casa per farli mangiare a scuola. È incredibile quanta approssimazione c’è stata in tutta questa vicenda. Che c’erano ricorsi pendenti al Tar il Comune lo sapeva da mesi, non possono comunicare a noi genitori una notizia come questa all’ultimo momento. E anche il personale scolastico dovrebbe avere maggiore rispetto di noi famiglie e venire incontro ai nostri disagi».
La protesta dei genitori è consistita nell’aver ripreso i bambini all’orario della mensa e averli fatti mangiare a casa senza farli partecipare al tempo pieno. Nella situazione della primaria di via per Francavilla ci sono circa 1.800 scolari delle scuole teatine che avrebbero dovuto usufruire della mensa e che invece devono portarsi il pasto da casa, sino a quando il Comune non individuerà un nuovo gestore per la mensa scolastica. L’appalto mensa, infatti, è stato sospeso da un’ordinanza del Tar a seguito di due ricorsi proposti dalla seconda e dalla terza arrivata alla gara d’appalto che aveva individuato nel Consorzio Appalti Italia il nuovo gestore.
I genitori ora chiedono chiarezza su quanto successo e, soprattutto, subito un piano B per far mangiare gli alunni a mensa. «Rivendichiamo il diritto a essere informati», continua Di Muzio, «e di esserlo in maniera tempestiva, non alla vigilia dei provvedimenti». Ci sono problemi anche sul fatto che l’istituto comprensivo 2, di cui la primaria di via per Francavilla fa parte, ha dettato ai genitori una lista di cose da far portare a scuola. Un provvedimento che non piace ai genitori che si sentono limitati nelle scelte. «Questa mensa è un problema da diverso tempo», aggiunge Valentina Carlucci, mamma di un’alunna della primaria, «mia figlia ha sempre mangiato a mensa volentieri, a parte l’anno scorso, quando tra l’altro i pasti sono arrivati in ritardo e con portate mancanti».
Federica Ciarciaglini, in qualità di mamma e rappresentante mensa per la scuola, conferma che «l’anno scorso ci sono stati molti problemi, con cibo di scarsa qualità. Ma almeno la mensa c’era. Quest’anno non è neanche partita. Di male in peggio».
La gara per la mensa è stata pubblicata dall’amministrazione comunale il 22 dicembre dell’anno scorso. Lo scorso 10 giugno il servizio è stato aggiudicato al Consorzio Appalti Italia, un raggruppamento di imprese formato dalla cooperativa Labor, dalla società Dama e dalla cooperativa Maurì. Hanno fatto ricorso al Tar sia la seconda che la terza arrivata alla gara, le società Compass Group Italia spa e la Ladisa. Quest’ultima è il gestore uscente.

