Pantalonificio, a casa 96 operai

11 Maggio 2016

Gissi. Altra doccia fredda dopo la chiusura della Golden Lady. Venerdì primo incontro sulla mobilità

GISSI. Il Pantalonificio d’Abruzzo chiude. Il Gruppo Canali ha formalizzato la richiesta di cessazione dell’attività della fabbrica del Sinello. In arrivo 96 licenziamenti. La notizia è stata confermata dai sindacati. La comunicazione da parte della società a Confindustria è il tassello che sancisce la fine dell’attività venticinquennale del Pantalonificio: venerdì a Vasto primo incontro sulla mobilità.

«Ora ci sono 75 giorni di tempo per trovare alternative alla chiusura, poi l’azienda potrà procedere all’invio delle lettere di licenziamento. Per i lavoratori scatterà così la Naspi (che ha sostituito la mobilità)», fanno sapere Cgil, Cisl e Uil. Mentre l’azienda va avanti per la sua strada da Roma non arriva la convocazione richiesta dal vice presidente della giunta regionale Giovanni Lolli al ministero del Lavoro. «Eppure ci avevano garantito che sarebbe arrivata a giorni», rimarcano i lavoratori, 90 donne e 6 uomini. «Chissà se al ministero sanno ancora dov’è Gissi», commentano amaramente.

Si sentono abbandonati dalla politica i lavoratori e lo hanno detto anche durante il sit in fatto una settimana fa. Eppure nel 2014 sembrava che il futuro fosse meno nero. Nel mese di settembre 2014 il grafico dell’andamento produttivo del Gruppo Canali dopo anni di trend negativo era tornato a risalire.

Positive le notizie che arrivavano in quel periodo dal Pantalonificio d’Abruzzo. L’azienda aveva confermato l’intenzione di mantenere invariati i livelli occupazionali grazie ad un importante ordinativo di pantaloni arrivato dagli Stati Uniti. Un ordinativo che sembrava dover risollevare definitivamente le sorti dello stabilimento di Gissi. Non è stato così. Cosa è cambiato in due anni? "«Non ci sono più ordinativi di pantaloni», dicono i sindacati. «Non è un problema locale», assicurano le segreterie di Cgil, Cisl e Uil. Lo stabilimento marchigiano, però, non chiude, il Pantalonificio d’Abruzzo sì.

Dopo sette anni di incertezze, le ultime pesanti flessioni nella vendita del prodotto hanno convinto la proprietà a lasciare l’Abruzzo e a chiudere definitivamente la fabbrica di pantaloni della Val Sinello. Il vicepresidente della giunta regionale, Giovanni Lolli, sta cercando una soluzione per i 96 dipendenti, tornando ad interpellare il ministero. Ma le speranze ormai sono pochissime.

La Val Sinello perde un altro pezzo importante. I rappresentanti sindacali per il momento non commentano. La speranza che gli ammortizzatori sociali potessero essere prolungati almeno fino alle ferie estive è sfumata con l’arrivo della lettera della Canali.

Per venerdì, alle 10,30, nella sede di Confindustria Vasto, primo incontro sulla procedura di mobilità previsto dalla legge 223 del 1991.

Il sindaco Agostino Chieffo non nasconde la tristezza per il difficile momento attraversato dalle aziende della zona industriale di Gissi. Insieme a lui sono solidali con i lavoratori i sindaci di Cupello Monteodorisio, Furci, Liscia e San Buono. (p.c.)

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