Paolini comincia il terzo mandato «Gli assessori scelti dalla squadra»

20 Ottobre 2021

Oggi, alle 10.30, la proclamazione del primo cittadino dopo la vittoria sulla coalizione di centrosinistra «Ho dieci giorni per convocare il primo consiglio, sostituire alcuni consiglieri e assegnare le deleghe»

LANCIANO. Rientrerà oggi da sindaco nel “suo” ufficio al terzo piano di palazzo di città Filippo Paolini. Darà il via al suo terzo mandato (è stato primo cittadino dal 2001 a 2011) dopo aver smaltito la gioia della vittoria conquistata dopo 10 anni di attesa alla guida della coalizione di centrodestra. Una vittoria al ballottaggio con 9.252 voti, (51.22%) contro il candidato del centrosinistra Leo Marongiu che ha ottenuto 8.810 preferenze, (48.78%). Uno scarto non abissale, di 442 voti.
«Dalla proclamazione, che ci sarà domani (questa mattina alle 10.30 nell’ ufficio elettorale in tribunale, ndc) ho dieci giorni di tempo per convocare il primo consiglio comunale, fare la surroga di alcuni consiglieri che diventeranno assessori (saranno sostituiti dai primi non eletti delle stesse liste, ndc) e assegnare appunto le deleghe», spiega Paolini. Un consiglio che sarà composto da sette volti nuovi: Danilo Ranieri, Cinzia Amoroso, Paola Memmo, Dalila Di Loreto (Lega), Gemma Sciarretta (Fdi), Donato Torosantucci (Nuova Lanciano) e Maria Ida Troilo (fi-udc)), sei riconferme di consiglieri attuali: Paolo Bomba, Gabriele Di Bucchianico, Angelo Palmieri, Tonia Paolucci, Riccardo Di Nola e Graziella Di Campli e due rientri: Fernando De Rentiis ed Eugenio Caporrella. Che potrebbe arricchirsi di altri volti nuovi, come quello di Giacomo Dell'Anna, che potrebbe subentrare a Tonia Paolucci che una delega l’avrà, essendo stata la più votata in assoluto (801 preferenze).
«Gli assessori saranno scelti assieme a tutta la squadra», ribadisce Paolini che ha costruito la vittoria non solo col voto delle contrade. «La vittoria è frutto di un voto omogeneo», dice Fausto Memmo, responsabile cittadino della Lega, primo partito in città. «È un voto frutto della scelta di fondere un candidato sindaco con esperienza con un progetto nuovo. E siamo stati premiati sia in centro che nelle contrade, che fanno parte di Lanciano, anche se qualcuno se ne è dimenticato in questi anni».
E a leggere le preferenze c’è una leggera predominanza di Paolini nelle contrade, in due in particolare: nei seggi 21 e 31 di Madonna del Carmine, con Paolini che ha avuto 466 voti contro i 197 di Marongiu. E poi nei seggi 22,27 e 30 di Marcianese: 607 voti per Paolini e 379 per Marongiu. Poi tanti testa a testa, una vittoria con un voto di scarto per Paolini su Marongiu nel seggio 24 dell’Iconicella (251 a 250), in piazza Cuonzo (233 a 232). Parità nel seggio 9 della Mazzini: 200 a 200. La vittoria di Marongiu nel suo seggio, il 14, 208 a 206.
Un successo chiaro del centrodestra anche se a vincere davvero, ancora una volta, è stato l’astensionismo: 14.521 elettori su 32.961 non si sono recati alle urne. «È una vittoria netta e sono felicissima», chiude Graziella Di Campli, (Lanciano che verrà), che con ben 350 voti rientra in consiglio da dove è dal 1997. «Sono stata la prima in assoluto a dire che Filippo (Paolini, ndc) poteva unire un centrodestra a pezzi anche nel gruppo di opposizione: così è stato. Lui è riuscito a dare compattezza, a coinvolgere tutti costruendo una squadra unita che guiderà Lanciano verso la rinascita. Guarderemo anche all’opposizione (formata tra gli altri da Marongiu e Sergio Furia dei 5 Stelle, ndc), nonostante loro ci abbiano trattato con arroganza in questi anni».
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