Paolini: in campo per il bene delle città senza colori politici

Il sindaco di Lanciano (Forza Italia): «Andiamo oltre gli schieramenti, pronti a intercettare i fondi del Pnrr»
CHIETI. Sessantasei anni, laurea in giurisprudenza, ufficiale in congedo con il grado di tenente dell’ex Corpo automobilistico oggi Arma dei trasporti e materiali, avvocato, sposato e padre di tre figli, Filippo Paolini è il candidato del centrodestra alla presidenza della Provincia. Paolini, esponente di Forza Italia, è stato eletto sindaco di Lanciano per la prima volta nel 2001, è stato poi riconfermato nel 2006 ed è stato rieletto per la terza volta a ottobre scorso. A suo sostegno ci si sono due liste, Paolini per la Provincia e Il territorio con Paolini, con 21 candidati consiglieri (la prima lista è completa, la seconda ha solo 9 candidati sui 12 possibili). Il centrodestra si presenta unito, con all’interno tutti i partiti della coalizione da Forza Italia, alla Lega, a Fratelli d’Italia e non manca anche una componente civica.
Su cosa punta per vincere le elezioni?
«La mia candidatura non vuole soltanto essere il riferimento di una coalizione ma anche andare oltre gli schieramenti politici. D’altronde, ho sempre tentato di lavorare per il bene di tutti, al di là dei colori politici».
Quali saranno le priorità della sua amministrazione?
«Sicuramente in cima alla lista ci sarà il tentativo di intercettare i fondi del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Lo faremo tutti insieme, come territorio. Questa è una priorità assoluta, perché poi attraverso questi fondi, potremo operare a favore delle infrastrutture del tessuto provinciale e dell’edilizia scolastica».
Quale sarà il ruolo della Provincia nella gestione dei fondi del Pnrr?
«Il ruolo della Provincia nell’intercettare i fondi del Pnrr è sicuramente un ruolo strategico, perché personalmente sono abbastanza convinto che i singoli Comuni difficilmente riusciranno da soli ad accedere a quei fondi, se non pensando a un ampio territorio».
Quale giudizio dà sull’operato della precedente amministrazione?
«A questa domanda ho difficoltà a rispondere, perché generalmente non mi piace dare giudizi. Saranno i votanti, e dunque gli amministratori visto che essendo elezioni di secondo livello non votano più i cittadini, a dare il loro giudizio. Io per mia abitudine non giudico mai chi mi ha preceduto».
Quale appello si sente di fare agli amministratori comunali al voto?
«Penso di poter fare appello a tutti i Comuni, a prescindere dai colori politici perché, come ho già ribadito, mi piacerebbe andare oltre le coalizioni. Ho dimostrato di essere persona alla quale piace lavorare sugli obiettivi e non sugli schieramenti. Quindi qualsiasi Comune potrà far riferimento al sottoscritto, al di là di quelli che possono essere identificati come schieramenti di centrodestra o di centrosinistra. Non vuole essere la mia una retorica banale ma sono convinto che in una provincia che fa parte una regione medio-piccola, di 1.350.000 abitanti, bisogna lavorare tutti insieme per poter raggiungere gli obiettivi fissati, non ci si può trincerare dietro a schieramenti politici». (a.i.)

