Paolini: sicurezza e solidarietà le basi per rilanciare la città

Il candidato sindaco del centrodestra presenta il programma che vede insieme coalizione e liste civiche «Bisogna creare dei sistemi anche in cultura. Non si può chiudere un bilancio con 2 milioni di disavanzo»
LANCIANO. Solidarietà, ambiente, cultura, sicurezza. Sono le direttrici su cui si muove la folta squadra di Filippo Paolini che ha idee chiare su come far stare insieme la sua coalizione di partiti del centrodestra e liste civiche e su cosa vuole per Lanciano per i prossimi cinque anni. Nello spazio antistante la biblioteca comunale, Paolini, aplomb di sempre e completo scuro, ha chiarito i punti su cui non intende derogare e per i quali lavorerà l'intera squadra.
«I partiti», ammette l'ex sindaco, «sono arrivati tardi a una sintesi perché hanno tempi diversi rispetto alle liste civiche. Devono rispondere a coordinamenti provinciali, regionali, nazionali. Ma quello che conta è aver trovato una quadra e lavorare a un programma preciso». E alla "corte" del candidato a sindaco del centrodestra c'erano tanti volti noti della politica e della società civile. A partire dall'ex assessore alle finanze Ermando Bozza, Donato Di Fonzo, ex presidente del consiglio comunale della prima giunta Pupillo; Umberto Di Francescantonio, Rino Ciccarese, Luciano Bisbano, Fernando De Rentiis, Giacomo De Crecchio, Angelo Palmieri (Alleanza con Polini), ex assessore alle politiche sociali; Antonello Di Campli Finore, Miriam Casturà, oggi in quota Lega; Marco Di Domenico, ex assessore all'urbanistica. Presenti anche i rappresentanti dei partiti: l'assessore regionale Nico Campitelli per la Lega; Etel Signismondi, coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia, accompagnato dalla coordinatrice locale Ombretta Mercurio e dal capogruppo in consiglio Paolo Bomba che, specifica, di star lavorando assieme alla sua squadra alla «formazione di una nuova classe dirigente, una sfida per il futuro»; Alberto Amoroso per Forza Italia. Tra i gruppi civici, oltre a Tonia Paolucci per Libertà in azione, c'erano anche Alessandro Di Martino e Sandro Sala per Nuova Lanciano, Graziella Di Campli per Lanciano che verrà, Eugenio Caporrella per il movimento Autonomi e Partite iva che ha sciolto le riserve sulla sua candidatura a sindaco e ha deciso di appoggiare Paolini: «Lo ringrazio», ha detto, «perché il suo coraggio è fuori da qualsiasi schema».
Paolini ha esordito dedicando un pensiero a quanti nelle contrade colpite dall'incendio di domenica, hanno perso coltivazioni, immobili e beni di proprietà. Poi subito una stoccata al suo principale competitor, Leo Marongiu, candidato del centrosinistra: «Non è il nuovo. Rappresenta dieci anni di amministrazione fallimentare, basta girare Lanciano per accorgersene». Per Paolini, ancora, bisogna creare dei sistemi. Sulla sicurezza, sull'ambiente, sulla cultura: «È inutile e dannoso creare interventi spot, bisogna costruire delle reti». Sul sociale, sottolinea, «gli ultimi dieci anni sono stati un fallimento. Quando c’eravamo noi abbiamo investito tanto in progetti e nostre idee, e non dispensando denaro inutilmente. Sulla solidarietà abbiamo scritto una fetta di storia della città, ma continueremo a farlo perché ci attende una sfida epocale: veniamo da un lungo periodo di pandemia che ha messo in difficoltà il mondo intero. Ritengo che il vaccino sia strategico per poter continuare ad operare come stiamo operando in questi giorni. Faremo di tutto», ci tiene a dire Paolini, «se ci sarà il consenso dei cittadini, affinché in tutte le strutture possibili le persone si possano vaccinare».
Anche sulla cultura, per Paolini «si è solo fatto incetta di singole proposte venute da terzi, non c'è un sistema culturale». E tra le prime cose a cui metter mano una volta al governo ci sono il controllo dell'attività finanziaria («non è possibile avere un disavanzo di 2 milioni di euro, significa che o che i soldi sono stati spesi male o non si è saputo spenderli») e il riassetto della struttura amministrativa».
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