Paolucci: «Il San Camillo resta»

Atessa. L’assessore regionale: «L’ospedale sarà presidio di zona disagiata». Ma la polemica monta
ATESSA. Tiro incrociato sulla giunta comunale e su quella regionale dopo la notizia, pubblicata sul Centro, di un atto del ministero della Salute, datato 10 novembre, che sulla riconversione del San Camillo rimanda la palla alla Regione. L’assessore regionale Silvio Paolucci interviene e spiega come stanno le cose. Nella lettera inviata al sindaco Giulio Borrelli dal direttore generale della Programmazione sanitaria si specifica che «in assenza di alcuna richiesta della Regione Abruzzo che illustri eventuali elementi sopravvenuti che rendano necessaria una riclassificazione del presidio in oggetto, si rappresenta che, ad oggi, la rete ospedaliera abruzzese, approvata dal tavolo di monitoraggio del Dm 70/15 a seguito delle competenti valutazioni del ministero della Salute e del ministero dell’Economia e delle finanze, risulta coerente con gli standard previsti dalle vigente normativa in materia». «Finalmente questo ultimo atto del Ministero smaschera la farsa messa in piedi dalla Regione per far stare zitti gli atessani e dare un contentino ai sindaci del territorio nel periodo che precede le elezioni politiche», afferma Enzo Pellegrini, consigliere comunale di LiberAtessa. Carmine Fioriti (Progetto Atessa) sull’argomento preannuncia un’interrogazione: «Quanto apparso sul Centro conferma quanto sosteniamo da sempre, ossia che è la Regione il deus ex machina della riconversione del nostro ospedale in mero Pta e che occorre modificare i piani aziendali e dunque il Piano di riordino sanitario».
È l’assessore regionale alla sanità a fare chiarezza. «Questa nota è la risposta, dopo tre mesi, a una lettera di agosto che il sindaco aveva inviato al ministero», spiega Paolucci, «la lettera non dice nulla nel merito della richiesta e non si riferisce assolutamente al lavoro che la Regione sta portando avanti secondo gli impegni presi e definiti nella delibera di giunta regionale n. 642 del 7 novembre, cioè far diventare il San Camillo ospedale di zona disagiata. Mercoledì prossimo, a Pescara, è stato convocato un tavolo tecnico tra le parti, poi ci sarà la produzione di un documento che porteremo al ministero della Sanità perché tutto l’argomento è materia concordata tra Stato e Regione. Queste polemiche sono sterili e demagogiche».
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