Paolucci: l’ospedale funziona ma bisogna investire di più

14 Marzo 2021

LANCIANO. «Basta proclami e puntare il dito su ciò che non va: bisogna parlare di quello che funziona, dei tanti professionisti che svolgono un lavoro eccellente all'interno del Renzetti e accelerare...

LANCIANO. «Basta proclami e puntare il dito su ciò che non va: bisogna parlare di quello che funziona, dei tanti professionisti che svolgono un lavoro eccellente all'interno del Renzetti e accelerare sul nuovo ospedale». È la ricetta che prescrive Tonia Paolucci, capogruppo di Libertà in Azione (LiA), per risollevare il presidio di Lanciano in ginocchio da anni con macchinari obsoleti, carenze di personale, concorsi bloccati, cantieri amianto ma che nonostante tutto ha delle eccellenze, come dimostra l’intervento fatto due giorni fa da un’équipe multidisciplinare che ha prelevato per la prima volta da un paziente vivente la testa del femore, inviata alla Banca del tessuto osseo di Bologna.
«La pandemia ha messo in luce i disastri provocati dalle giunte regionali che hanno governato sulla sanità, in particolare sull'ospedale di Lanciano che è stato completamente abbandonato, sia dal punto infrastrutturale, che della dotazione di servizi», sottolinea Paolucci. «Oggi è necessario cambiare passo, e non con i proclami estemporanei di qualche consigliere regionale di minoranza».
Da dove ripartire? Dalle eccellenze del Renzetti e dal nuovo ospedale che Libertà in Azione ha già detto di volere delocalizzare a Villa Elce-Sant'Onofrio per mantenerne il ruolo centrale sul territorio. «Sappiamo che alla vecchia rete ospedaliera dell’ex assessore Silvio Paolucci non sono seguiti gli accordi di programma con il ministero e che quella nuova dell’assessore Nicoletta Verì è ancora all'esame del Tavolo di monitoraggio», precisa la consigliera, «il mio auspicio è che, però, una volta che Roma darà il via libera e si passerà alla discussione in consiglio regionale per l’approvazione definitiva, si mettano da parte i soliti interessi di campanile e si arrivi alla fine dell’iter. Spero che Lanciano e i suoi rappresentanti abbiano uno scatto d’orgoglio e non permettano spezzatini di reparti e servizi. So che per il nuovo ospedale occorreranno alcuni anni, nel frattempo proviamo a parlare anche di quello che funziona e dei tanti professionisti che lavorano nel presidio. I problemi ci sono e Asl e Regione devono risolverli e al più presto», chiude, «ma continuare solo a sparare sul nostro ospedale non fa altro che mettere in discussione il ruolo, a vantaggio di altri presidi più piccoli che sgomitano per avere quello che non gli spetta con l’appoggio di chi è venuto in città in cerca di voti per farsi eleggere». (t.d.r.)
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