Paolucci: «No a nuovi parchi, vanno sistemati quelli esistenti»

25 Luglio 2018

LANCIANO. «Le spese vanno pianificate. E il bilancio bloccato, privo di liquidità, non permette di sistemare i giochi nei parchi dei nostri bimbi e neanche in quelli delle scuole dell’infanzia. Si...

LANCIANO. «Le spese vanno pianificate. E il bilancio bloccato, privo di liquidità, non permette di sistemare i giochi nei parchi dei nostri bimbi e neanche in quelli delle scuole dell’infanzia. Si pensa ad opere faraoniche, a nuovi parchi, mentre quelli esistenti cadono a pezzi». La capogruppo di Libertà in Azione, Tonia Paolucci, interviene nella polemica sui giochi rotti e pericolosi nei parchi cittadini, che hanno portato un genitore a presentare un esposto in Procura contro il Comune che non effettua la manutenzione, a danno dei bambini.
Un problema che l’amministrazione conosce bene, tanto da avere anche richiesto i preventivi per gli interventi, per i quali occorrono circa 30mila euro (giochi nuovi e sistemazione dei vecchi), ma che al momento non si possono fare perché le spese sono bloccate. Il Comune ha, inoltre, investito 17mila euro per la realizzazione di un parco adatto anche ai bimbi disabili, in un’area verde non attrezzata della città. «L’amministrazione ha talmente a cuore i bambini», ironizza Paolucci, «che prevede nuovi parchi e l’ampliamento di quelli esistenti, come il Central Park, ma non sistema quelli che ci sono. Abbiamo giochi pericolosi nei parchi pubblici, le scuole dell’infanzia fanno i conti con giardini dall’erba alta fino a metà giugno, giochi rotti o inesistenti, recinti distrutti che non si sistemano perché non si riesce a fare cassa, non c’è liquidità. Bisogna pianificare gli interventi, non vivere alla giornata, di urgenze che hanno costi esorbitanti. Non servono opere faraoniche ma che si faccia la manutenzione ordinaria, a Lanciano diventata ormai straordinaria. Non serve poi fare concorsi per dirigenti e tecnici ma per vigili, che controllino il territorio e anche i parco giochi, e per operai affinché si facciano le manutenzioni». (t.d.r.)