Paolucci promette milioni per Chieti

21 Gennaio 2016

Scontro nel consiglio sulla sanità: Forza Italia contro l’assessore regionale, il Pd e il sindaco Di Primio lo salvano

CHIETI. Il riordino della sanità regionale accende la seduta straordinaria del consiglio comunale di Chieti che impegna, a giochi già fatti, la Regione e, nello specifico, l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, presente in aula, «a mettere in atto tutte le iniziative necessarie alla salvaguardia degli attuali standard assistenziali socio-sanitari del territorio». Ma la maggioranza di centrodestra si è spaccata.

Forza Italia, che in Regione sta portando avanti una strenua battaglia contro il riordino sanitario disegnato dalla giunta del presidente, nonché commissario straordinario della sanità, Luciano D’Alfonso, si astiene dal voto dell’ordine del giorno che, invece, riceve il via libera dagli altri partiti di maggioranza, sindaco in primis, apparso furente dopo la scelta maturata dai consiglieri forzisti imbeccati, a distanza, dal consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo impegnato a presiedere, in concomitanza con la seduta straordinaria del consiglio comunale, la riunione della commissione di vigilanza regionale. Dove si è materializzato il decreto regionale, pubblicato proprio ieri, che prende spunto dalla riforma voluta dal ministro Lorenzin.

L’ATTACCO DI FORZA ITALIA. Emiliano Vitale, consigliere forzista, prende la parola e sferza l’assessore Paolucci sventolando in aula la richiesta della clinica Spatocco, protocollata in Comune in data 11 gennaio, di cambiamento di destinazione d’uso urbanistico della struttura sanitaria di viale Amendola in visione dei cambiamenti introdotti dal decreto regionale firmato proprio l’11 gennaio scorso.

«Il decreto - tuona Vitale- massacrerà la sanità teatina, trasferisce posti letto nelle cliniche private di Pescara e favorisce i privati. Come mai un privato conosceva già i contenuti di un decreto regionale e il Comune no?». L’assessore Paolucci replica ricordando che non tutti i 123 posti letto per acuti presenti tra Spatocco e Villa Pini si trasferiranno a Pescara. «108 posti- afferma Paolucci- resteranno a Chieti». Ma Forza Italia non ci sta e prepara in fretta e furia un nuovo ordine del giorno, firmato dalla maggioranza ad eccezione dell’Udc e dal Movimento 5 Stelle, per chiedere la revoca del decreto regionale ed un nuovo consiglio straordinario sulla sanità.

«Questo decreto- attacca Stefano Rispoli, capogruppo di Forza Italia- avvantaggia il privato, penalizza il pubblico e martorierà Chieti senza un giusto e doveroso riequilibrio in termini di sanità pubblica. Il gruppo di Forza Italia si batterà a tutti livelli per evitare che venga attuato».

CHE FA IL SINDACO? In aula usa parole gentili nei confronti dell’assessore Paolucci, mettendo da parte la verve polemica dei giorni scorsi culminata con una lettera indirizzata al presidente D’Alfonso.

Ma nel pomeriggio chiede di verificare la legittimità del decreto che autorizza il trasferimento dei posti letto delle cliniche Spatocco e Villa Pini a Pescara.

«Siamo di fronte ad un decreto che crea squilibrio e che penalizza il nostro territorio in termini di qualità delle prestazioni. Non è tollerabile che la Regione- afferma il sindaco- non senta l’esigenza di confrontarsi preventivamente prima di calare dall’alto le proprie scelte. Auspico, in futuro, una maggiore comunicazione tra gli enti per trovare le soluzioni migliori per il nostro ospedale».

IL MOVIMENTO 5 STELLE. Sara Marcozzi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle presente durante i lavori del consiglio di ieri, parla di decreto illegittimo specie in merito alla cancellazione dei posti letto per acuti a Villa Pini.

«Si stanno trasferendo servizi dalla Asl di Chieti a quella di Pescara e questo non è consentito dalla legge - sottolinea – Invitiamo i lavoratori di Villa Pini a ricorrere al Tar»

GLI INTERVENTI. Il primo a prendere la parola è stato il presidente del consiglio Liberato Aceto, medico-chirurgo. «Siamo di fronte ad una richiesta di assistenza sanitaria importante e bisogna ponderare bene le scelte che si fanno. Spatocco, ad esempio, è un punto di riferimento per Chieti. La sicurezza al malato- sostiene Aceto- non la dà un nuovo ospedale». A stretto giro sono intervenuti i consiglieri Diego Costantini, che ha suggerito un accorpamento dei posti letto su Chieti, Mario De Lio, preoccupato dalla diaspora dei posti letto dalle cliniche private teatine mentre, per l’opposizione, Luigi Febo ha suggerito di trasferire a Chieti la neurochirurgia di Pescara facendo diventare il nosocomio teatino un “Dea di secondo livello”.

PAOLUCCI E FLACCO. L’assessore alla sanità Paolucci ha dato un’interpretazione diversa della riforma Lorenzin ricordando gli investimenti profusi dalla Regione sull’ospedale di Chieti. «L’obiettivo è far passare il numero di utenti dell’ospedale teatino dagli attuali 137 mila ad un bacino di 321 mila persone. In questo modo aumenterà la qualità dell’assistenza resa. Sull’ospedale di Chieti abbiamo investito, solo nel 2015, 15 milioni di euro aprendo la palazzina di cardiochirurgia e aumentando 16 posti letto nel reparto materno-infantile. Nel 2016 verseremo altri 22 milioni per potenziare la radioterapia con la realizzazione di due bunker e l’acquisto di una pet-tac. Entro marzo sposteremo le attività ambulatoriale relative ai prelievi del sangue da Colle dell’Ara al vecchio ospedale che potenzieremo».

Pasquale Flacco, direttore della Asl, ha puntato il dito sull’eccellenza del polo cardiochirurgico ammettendo la parziale carenza di posti letto dovuta all’inagibilità dei corpi “C” ed “F” dell’ospedale. Una risposta doverosa dopo i letti in corsia e il blitz del Nas al policlinico di Chieti.

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