Papà e sorella tra choc e strazio: «Non è vero, non può essere lui»

3 Aprile 2018

ORTONA. Il corpo esanime di Andrea Verna giace coperto da un telo bianco sul piazzale di sosta che affianca la Statale 16 Adriatica, al Lido Riccio. Quando il papà Achille arriva sul luogo dell’incid...

ORTONA. Il corpo esanime di Andrea Verna giace coperto da un telo bianco sul piazzale di sosta che affianca la Statale 16 Adriatica, al Lido Riccio. Quando il papà Achille arriva sul luogo dell’incidente non vuole crederci. È straziato, i familiari lo abbracciano e tentano di stargli accanto in questo momento terribile. Lui si inginocchia davanti al figlio privo di vita e senza scoprire il telo lo bacia. È una scena pregna di dolore, lo stesso sentimento che affligge la compagna del compianto motociclista. Urla Fabiola: «Non è vero, non è lui», ripete più volte inconsolabile. La sorella di Andrea, Tiziana, piange: «Ha fatto la stessa fine di mia mamma, era la vita mia, non abbiamo più nulla».
Sono momenti di forte dolore, proprio Tiziana abbraccia suo padre, cercano di farsi forza a vicenda. «Che cosa ho fatto di male?» impreca ancora Achille, accerchiato da conoscenti e parenti. Sul luogo si radunano decine di persone, ma non c’è voglia di parlare nemmeno per lasciare una piccola testimonianza in ricordo di Andrea. Si scorgono occhi lucidi e sguardi sbigottiti, sconvolti per la tragedia che ha scosso la Pasquetta ortonese.
Una giornata di festa si è trasformata in lutto. Sulla Statale le auto rallentano per capire che cosa sia successo, creando ancor più ingorghi su una tratta già di per sé trafficata.
La polizia municipale cerca di gestire la situazione mentre a poca distanza stazionano alcuni testimoni dell’incidente. «Ho visto la moto che mi superava, poi ha sorpassato altre due auto e si è impennata. Ho notato il palo dell’illuminazione che si muoveva e tantissima polvere».
Parla così uno di loro, tra i primi a vedere il corpo senza vita di Andrea Verna. Prima di lui c’è un altro automobilista che racconta in grandi linee le stesse cose: «Mi ha sorpassato e poi ho visto la moto finire contro il palo», dice. La Yamaha 800, intanto, viene caricata per essere rimossa dal luogo dell’incidente. Poco prima delle 20, invece, arriva la ditta delle pompe funebri per fare lo stesso con la salma, mentre la famiglia continua a piangere distrutta dal dolore. (a.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .