Parco avventura in abbandono da 4 anni
Celenza sul Trigno. L’ex sindaco Cieri: aperto per tre mesi ma senza le condizioni di agibilità e sicurezza
CELENZA SUL TRIGNO. Celenza Avventura Park: chiuso da quattro anni perché totalmente inagibile. A pochi mesi dalla sua inaugurazione, 12 luglio 2015, il parco fu chiuso a ottobre per mancanza di autorizzazioni e requisiti di sicurezza. Una struttura in abbandono da anni per cui sono stati spesi quasi 400mila euro e rimasta inutilizzata. La denuncia dello stato dei fatti arriva dall'ex sindaco di Celenza, Rodrigo Cieri. «Un parco che non doveva essere aperto, secondo la Commissione provinciale pubblici spettacoli», afferma, «l’operazione più fallimentare dell’amministrazione Venosini che ha aperto il parco avventura senza che il procedimento amministrativo avviato per sua la realizzazione fosse concluso. Non ha realizzato, infatti, la fossa imhof, richiesta dalla Asl, e non ha ottenuto le relative autorizzazioni», spiega Cieri.
Il Comune ha speso la somma di 309.928,30 euro per due progetti per il parco avventura senza creare le condizioni di agibilità, dal punto di vista strutturale e di sicurezza. «Prima dell'inaugurazione, nonostante le richieste di certificati di agibilità non esaustive, il Comune ha attivato le procedure per la gara d’appalto ai fini della individuazione del concessionario del servizio di gestione del parco», continua l'ex sindaco, «tre gare di seguito sono andate deserte. Il sindaco dell’epoca pochi giorni dopo, ha avviato una nuova procedura di gara alla quale ha risposto positivamente la società Delphinia srl di Scerni, unica concorrente, che si aggiudicò la gestione del parco».
Ma di fatto, continuano ad esserci delle mancanze: tra queste proprio la fossa imhof. E il Parco è stato chiuso. «Come mai la fossa imhof prevista nel progetto esecutivo non è stata realizzata?», si chiede Cieri. «Non è grave che la verifica dell’agibilità non sia stata conclusa né dal Comune né dalla Delphinia? Per il Parco è stata spesa una somma notevole per un piccolo Comune; non si è ottemperato alle prescrizioni della commissione provinciale né alle richieste dell’ufficio tecnico. Nel breve periodo di apertura ha avuto un discreto successo», conclude Cieri, «ma è stato detto chiaramente che non sarà permessa la riapertura se tutte le carte non staranno a posto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

