Parco costiero: il progetto è ancora fermo

14 Febbraio 2018

Vasto. Il deputato Melilla: «Dopo quasi vent’anni le pratiche restano chiuse nei cassetti del ministero»

VASTO. Ad un anno dalla sua ultima sollecitazione, il deputato Gianni Melilla torna a parlare del Parco nazionale della costa Teatina «sono stato a Roma per verificare lo stato della pratica di perimetrazione del parco depositata qualche anno fa alla presidenza del Consiglio dei Ministri» ha dichiarato Melilla che si batte da anni per l’ambiente ed in particolare per la realizzazione di questo progetto. Prima di lui, nel 1997, fu il senatore Angelo Staniscia a battersi e a proporre una legge che riconoscesse il tratto che va dal fiume Foro fino al Trigno come «area prioritaria di riferimento per l’istituzione di un parco nazionale» legge approvata poi nel 2001. Il tratto dunque, legislativamente, è già un parco nazionale, bisogna però che la perimetrazione presentata dall’architetto Pino De Dominicis venga sbloccata per avviare le pratiche e realizzare il progetto, «realizzazione bloccata e resa impossibile da divisioni locali e dagli interessi di alcuni oppositori, i quali hanno presentato una mozione in cui dichiaravano il progetto incostituzionale. L’istituzione del parco porterebbe, infatti, ad un blocco della cementificazione di quell’area cosa che nuocerebbe agli interessi di molte lobby» continua il deputato Melilla. Il blocco creato dall’opposizione della Regione Abruzzo e di alcuni sindaci delle aree interessate preclude la possibilità di utilizzare le decine di milioni di euro stanziate in tutti questi anni dallo Stato e dall’Europa attraverso finanziamenti ordinari e straordinari mirati proprio alla realizzazione del parco costiero. L’Abruzzo è la regione con la maggiore percentuale di aree protette, un patrimonio unico al mondo. Da questo progetto trarrebbero inoltre vantaggio anche tutte le aree interne interessate, l’area protetta porterebbe, infatti, un incremento nel numero di turisti e darebbe quindi uno slancio in più allo sviluppo economico della zona interessata che ricordiamo avere un’estensione di ben 50 km. Un ‘effetto catena’ che interesserebbe anche i già esistenti parchi regionali protetti che nell’ultimo periodo «non godono di un ottimo stato» come dichiarato dallo stesso Melilla. Proprio a tal proposito il deputato chiede coraggio e incita i diretti interessati a lottare per il progetto, «spesso si realizzano inutili infrastrutture che nella stragrande maggioranza dei casi non fanno altro che ledere al territorio invece di svoltare e puntare su quello che è l’ecosviluppo». Elena Martinelli