Parco eolico, gli esperti: «Serve chiarezza»

Nuove osservazioni sugli aspetti economici del progetto. E oggi si esprime il consiglio comunale
VASTO. Dall’assetto societario alla sostenibilità ambientale del parco eolico offshore, la cui discussione è al centro del consiglio mono-tematico in programma oggi alle 8. Si focalizzano sugli aspetti economici e finanziari, ma senza trascurare l’impatto sul territorio, le osservazioni presentate dall’associazione “Amici della Costa dei Trabocchi”, sodalizio di recente costituzione che raggruppa dottori commercialisti, avvocati e altri professionisti. Nella relazione di 17 pagine, inviata al Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, alla Regione Abruzzo, al comune di Vasto e alla capitaneria del porto di Ortona, si fa riferimento alla visura camerale della società che ha presentato il progetto, la Np Francavilla Wind srl, inattiva e con un capitale sociale di 2.500 euro interamente versato con conferimenti in denaro dal socio unico Npd Italia con sede a Milano e che fa riferimento a sua volta ad una società londinese, la Starlight Energy Lp. «Andrebbe illustrato con grande trasparenza il piano industriale e finanziario dell’intera operazione», osserva il presidente dell’associazione Giuseppe Schiavo, «l’impatto sulla popolazione, l’economia e la sostenibilità del territorio prima, durante il periodo della costruzione e installazione, durante la gestione e la dismissione e lo smaltimento della centrale eolica offshore, con relativa durata dell’impegno finanziario e professionale. Vengono spontanee alcune domande», prosegue il professionista, «sulla durata dei lavori di installazione e costruzione dell’impianto eolico; come arriverà il materiale sullo specchio marittimo interessato, via mare o anche via terra; quale sarà l’impatto ambientale, economico e sociale circa l’utilizzo dei mezzi di trasporto; quanto personale dipendente sarà impiegato nel cantiere, quanti lavoratori verranno assunti attingendo dal mercato del lavoro vastese e con quali professionalità e quali contratti, quale sarà l’impatto sociale, economico, finanziario sulle popolazioni ed aziende del vastese; quali potrebbero essere i rischi legati ai contenziosi prevedibili che potrebbero essere incardinati, come impatteranno sulla tempistica di realizzazione dell’impianto (a Taranto i lavori sono durati circa 14 anni) e quali saranno i costi indiretti sociali, ambientali, economici e finanziari del territorio». Non vengono sottovalutati neanche alcuni aspetti più prettamente ambientali come le modificazioni che potrebbe subire l’ecosistema marittimo e quello del territorio antistante. L’impianto sarà ubicato nello specchio acqueo di fronte al porto di Vasto, limitrofo alla riserva naturale di Punta Aderci, che secondo l’associazione, «già convive con grande difficoltà con la limitrofa zona industriale di Vasto e che sarebbe assediata con la futura ed ipotetica realizzazione del parco eolico offshore».

