Parco eolico, oggi nuovo incontro per il “no”

23 Gennaio 2024

Giangiacomo (Fresagrandinaria): «Progetto da 90 milioni di una società con 10mila euro di capitale»

VASTO. C’è una società di recente costituzione, Sviluppo Prime Srl, dietro al progetto per la realizzazione di 11 torri eoliche, pari a una potenza complessiva di 66 Mw, dislocate due a Tufillo, due a Palmoli, due a Fresagrandinaria, due a Furci e tre a Cupello. Mentre i sindaci dei cinque comuni si mobilitano, cercando alleati anche nei centri vicini a cui chiedono di “sposare la causa”, non mancano altri spunti di riflessione. Alcuni dei quali attengono alla società proponente che ha sede legale a Grottaglie (Taranto).
La Srl, costituita il 24 luglio 2023, ha presentato il 27 novembre 2023 al ministero della Transizione ecologica un’istanza per l’avvio del procedimento di valutazione d’impatto ambientale a firma di Gaetano D’Oronzio, amministratore unico della società.
«Stiamo parlando di un progetto di 90 milioni di euro», osserva Lino Giangiacomo, sindaco di Fresagrandinaria presente venerdì scorso insieme ai colleghi Giuseppe Masciulli (Palmoli), Graziana Di Florio (Cupello), Ernano Marcovecchio (Tufillo) e Angelo Marchione (consigliere comunale di Furci), all’incontro a Vasto, dove sono state illustrate le ragioni del no. Che non vertono solo sull’aspetto paesaggistico – una delle poche risorse del Medio Vastese – ma anche su motivi di altra natura. «Il progetto è stato presentato da una Srl appena costituita», osserva Giangiacomo, «ma si può dare una concessione a una società appena nata con 10mila euro di capitali? Se domani fallisce il problema rimane ai Comuni che hanno subito questa violenza. Credo inoltre che sia un progetto spropositato: ogni torre produce 6 Mw sufficienti ad alimentare le famiglie di Vasto e di San Salvo. Quindi le altre 10 torri a cosa servono? Nessuno sottovaluta la transizione ecologica, ma tutto va fatto con la collaborazione dei territori». Per le osservazioni c’è tempo fino al 24 febbraio. Oggi è in programma un incontro tecnico al Comune di Cupello.
Anche la Provincia, attraverso il presidente Francesco Menna, si è messa a disposizione dei Comuni che possono contare sull’appoggio di alcune associazioni, ad eccezione di Legambiente che tramite il suo ex presidente Giuseppe Di Marco, ha stigmatizzato la contrarietà agli impianti eolici a terra e off shore in occasione di un recente incontro pubblico. I sindaci sono agguerriti, convinti che il progetto vada “stroncato sul nascere”. E non solo per motivi riconducibili all’aspetto paesaggistico. Sul piatto della bilancia c'è anche la produzione di energia elettrica da fonti alternative. «Questa parte dell’Abruzzo ha già dato e non può essere sacrificata ulteriormente», ribadiscono gli amministratori, «questo territorio oggi garantisce circa l’80 per cento dell’energia elettrica prodotta in tutta la regione».
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