Pari opportunità, via al progetto
Il Comune approva le azioni positive per tutelare le donne che lavorano nell’ente
CHIETI. Condizioni di pari opportunità per tutto il personale dell’ente e uguaglianza sostanziale tra uomini e donne per lo sviluppo professionale. Sono gli obiettivi prefissati dal Comune di Chieti che ha approvato il piano triennale delle azioni positive, un documento che individua le finalità da raggiungere per riequilibrare le situazioni di non equità di condizioni tra uomini e donne che lavorano nell’ente. La giunta, con una delibera del 9 gennaio scorso, ha approvato progetti a favore dei dipendenti comunali, mirati a favorire l’integrazione del principio di pari opportunità nelle scelte di gestione delle risorse umane. Sono 133 le donne che lavorano al Comune (130 a tempo indeterminato e 3 a tempo determinato) contro 138 uomini. Il piano delle azioni positive, più che a riequilibrare la presenza femminile, considerata la situazione di sostanziale equilibrio tra donne e uomini, è orientato a garantire l’uguaglianza delle opportunità nell’ambiente di lavoro e a promuovere politiche di conciliazione tra gli impegni lavorativi e familiari. Il piano triennale rappresenta uno strumento per offrire a lavoratrici e lavoratori la possibilità di svolgere le proprie mansioni in un contesto sicuro e attento a prevenire situazioni di malessere. Il Comune ha istituito nel 2012 il Cug (Comitato unico di garanzia) all’interno dell’ente e rinnovato gli incarichi dei suoi componenti a dicembre scorso.
Le azioni positive che l’amministrazione si propone di perseguire nell’arco del triennio sono, tra le altre, prevenire il mobbing e garantire la formazione e l’aggiornamento di tutto il personale senza discriminazione di genere.
Inoltre, vanno garantite pari opportunità per l’accesso al lavoro nei bandi di selezione del personale e vanno consentiti permessi, aspettative, congedi e flessibilità negli orari in presenza di esigenze di conciliazione tra la vita privata e la vita professionale, soprattutto nei casi di assistenza i familiari. Gli altri obiettivi sono favorire il reinserimento lavorativo del personale che rientra dal congedo di maternità e incentivare la partecipazione delle donne ai corsi di formazione.
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