«Parole gravi e tono scomposto Ma noi siamo con i cittadini»

14 Maggio 2021

CHIETI . Ha presentato una interrogazione a carattere regionale sulla campagna vaccinale organizzata dalla Asl in provincia di Chieti e in particolare sulle operazioni al PalaUda e ora non ci sta a...

CHIETI . Ha presentato una interrogazione a carattere regionale sulla campagna vaccinale organizzata dalla Asl in provincia di Chieti e in particolare sulle operazioni al PalaUda e ora non ci sta a restare in silenzio di fronte alle parole del prefetto Armando Forgione contro chi muove critiche. Il capogruppo del Partito democratico in consiglio regionale ed ex assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, giudica «gravi» le parole del prefetto, «visto il ruolo ricoperto». E poi torna a sostenere che al PalaUda ci sono grandi disservizi. Il prefetto Forgione, al contrario, aveva parlato di «problema di lana caprina» per definire le file al palazzetto dello sport messo a disposizione della Asl dall’università, dicendo che «le file e le code ci sono dappertutto».
Paolucci non la pensa così. Per il consigliere si tratta invece di «centinaia di cittadini» che si sono trovati «ingiustamente in coda. La situazione di Chieti è chiarissima e mi spiace che si sia creato questo corto circuito istituzionale, che leggo nelle parole pronunciate. Non ci si può arrabbiare con la politica, soprattutto quella che ha una funzione di opposizione con un mandato chiaro dei cittadini nella sua funzione di controllo, se dice ciò che non va, né con i sindaci se chiedono di essere maggiormente coinvolti. Qui si tratta della salute della gente e della campagna vaccinale più importante di questo secolo. Abbiamo lamentato ritardi sulle vaccinazioni delle categorie fragili, attestati anche nei dati di oggi e su cui il generale Francesco Paolo Figliuolo ha pubblicamente redarguito la Regione nella sua recente visita, con una vera e propria sveglia all’Abruzzo. Né si può caricare sulle spalle del Comune di Chieti la responsabilità della disorganizzazione rappresentata dalle file del PalaUda, visto che la Asl ha scelto e deciso tutto da sola, gestisce quell’hub e, fino a ieri, ha declinato tutte le offerte di incontro e di potenziamento dei centri vaccinali fatti dal Comune, rafforzate alla luce della persistenza delle file in queste settimane. Abbiamo alzato la voce, non perché ne sappiamo più degli altri o vogliamo prendere il posto di altri, a ognuno le sue competenze, ma perché il problema venisse affrontato, riconoscendo a ognuno il proprio ruolo e la propria competenza e avviando una sinergia istituzionale. E non saranno i toni scomposti purtroppo usati dal prefetto ad abbassare la nostra voce per far valere i diritti di ogni cittadino».