Parroco e sindaco verso la pace

Rocca San Giovanni. Don Vittorio: «Basta così». Di Rito: «Stanco di questa storia»
ROCCA SAN GIOVANNI. Dalla bacheca dell’oratorio e in due bar di Rocca San Giovanni, fino a un supermercato di Piano Favaro, e poi anche in un bar di San Giacomo, spunta un secondo scritto di don Vittorio Di Domenicantonio, parroco di San Matteo apostolo, in risposta a Gianni Di Rito, sindaco di Rocca San Giovanni. In seguito alla risposta di Di Rito sul Centro, don Vittorio dice: «Alcune affermazioni non sono veritierere e fraudolentemente omissive da parte del sindaco, il quale non perde occasione per esporre sui giornali questioni interne alla nostra comunità, in segno della sua proverbiale onnipotenza». «Se sono costretto ad andare sui giornali è perché lui non accetta nessun incontro interlocutorio, nessun confronto», controbatte Di Rito, «Don Vittorio sale sull’altare e predica dicendo le cose a modo suo, secondo la sua verità che non corrisponde alla realtà. Io non mi permetterò mai di fare un contraddittorio in chiesa dove i fedeli vanno per sentire la parola di Dio e non i suoi comizi. Il prete deve spiegare perché negli anni scorsi ha sempre detto di no alla nostra richiesta di collaborazione vietandoci addirittura l'uso delle scalette esterne della chiesa. L’incontro con lui l’ho richiesto io proprio per cercare di trovare un punto d’incontro. La sede comunale l’ha scelta lui: io avevo chiesto di incontrarci in un luogo neutro. Sto ancora aspettando che mi dica il motivo per cui ha rotto con me visto e considerato che eravamo molto legati e veramente amici. Perché non racconta di due funerali di persone a me molto care, dove non mi ha permesso di dare l’ultimo saluto in chiesa. Anzi pretendeva di leggere per primo il mio pensiero, e se fosse di suo piacimento mi avrebbe dato il permesso di farlo. E stiamo parlando di un mio assessore prematuramente scomparso e di un ragazzo che è stato al mio fianco per più di 30 anni, diventando per me come un figlio. Riguardo alla mia querela, c’è il verbale della deposizione dei testimoni che hanno confermato le sue ingiurie nei miei confronti». Però don Vittorio un passo avanti lo fa, perché conclude il suo documento così: «Per carità cristiana, auspico il superamento delle incomprensioni e mi auguro di non dover tornare più sull’argomento, per il bene di tutti». E Di Rito, è d’accordo? «Anch’io sono stanco di questa infinita storia. Anch’io voglio che tra di noi torni il sereno e perché no, anche l’affetto di prima. Ma l’affetto deve essere sempre sorretto dalla stima e dal rispetto reciproco».
Linda Caravaggio
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