Parroco rilancia l’oratorio con il campetto riciclato

2 Giugno 2020

Don Nicolas si è fatto dare il tappeto in erba sintetica dello stadio Esposito smantellato «Quei rotoli non erano da buttare, con il loro riuso faccio felici almeno 300 ragazzini» 

LANCIANO. Non è finito in discarica ma è rinato a nuova vita il tappeto di erba sintetica dell’ex campo di calcio Esposito, smantellato tra le polemiche per far posto all’arena degli eventi per il nascente Central park Valente. È pronto per essere di nuovo calpestato dai ragazzi visto che lo si sta sistemando sul campetto dell’oratorio della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, a Olmo di Riccio. Il parroco, don Nicolas Gadesseh, aiutato da alcuni collaboratori, ha preso quei rettangoli di erba, su autorizzazione del Comune, li ha puliti e li sta sistemando sui campetti di calcio e di pallavolo creati dietro la chiesa. Qualche ritaglio è un po’ più consumato, ma l’erbetta spunta ancora dalla gomma, e di certo non sarà qualche piccolo difetto a fermare i tanti ragazzi del quartiere che ci giocheranno. Che eviteranno di stare in strada, o chiusi in casa grazie a quegli spazi creati dal parroco.
Una salvezza nella zona di Olmo di Riccio. I ragazzini, infatti, se vogliono giocare a calcio nel quartiere lo fanno davanti alla scuola elementare, che però ora è un cantiere, oppure sotto qualche palazzo. Ma, ora, Covid-19 permettendo, quando si potrà giocare di nuovo, il campetto sarà pronto ad accoglierli.
«Dovevo sistemare il rettangolo di gioco», dice don Nicolas mentre guida il piccolo escavatore prestato da Giuliano D’Ovidio e i collaboratori Luca, Camillo, Marcello e Lorenzo puliscono i ritagli di gomma ed erba, «e ho visto quei rotoli di erba sintetica a terra all’ippodromo. Non erano proprio da cestinare e così, unendo alla necessità il valore del riuso e del riciclo, ho pensato di chiedere se potevo prenderne alcuni. Il Comune mi ha autorizzato e sono andato a caricarli. Ora li stiamo sistemando. Abbiamo livellato il terreno, poi pulito i rotoli dalla sabbia, li abbiamo adagiati a terra e ricoperti con sabbia e plastica per conservarli».
Due anni fa, appena arrivato nella parrocchia del Sacro Cuore, don Nicolas ha subito dato vita all’oratorio, diventato un punto di riferimento per il popoloso quartiere, un approdo sicuro per i ragazzi. «Abbiamo pulito, dipinto e sistemato i locali sotto la parrocchia e dedicato l’oratorio a don Giuseppe Maiella che aveva dato i terreni per edificare la chiesa e che aveva questo sogno», ricorda il sacerdote. «Abbiamo messo dei giochi, come il calciobalilla, il tennis tavolo, e creato all’esterno lo spazio per la pallacanestro e il calcio. Qui abbiamo circa 300 bambini e ragazzi. Un vociare allegro e gioioso che ascoltavamo ogni giorno, prima del Covid».
Voci che devono tornare a riecheggiare nel quartiere ed è per questo che don Nicolas ha deciso di non restare con le mani in mano, ma di approfittare di questa “pausa forzata” per regalare altri spazi, che si riempiranno di giochi, amicizie ed esperienze nuove, ai suoi ragazzi.
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