Parroco-sindaco, la lite continua: «Attacco penoso», «Vediamoci»

Lettera al vetriolo di don Domenico: «È mio dovere richiamare l’attenzione sulle strade pericolose» E Ferrara fissa l’incontro: «Basta polemiche, non si addicono alle istituzioni che rappresentiamo»
CHIETI. Non siamo ai livelli della celebre saga di don Camillo e Peppone, con le liti in piazza tra il prete integralista e il sindaco comunista, ma gli attacchi a mezzo stampa tra il parroco della chiesa di Sant’Anna don Domenico Melchiorre e il sindaco di Chieti Diego Ferrara raggiungono picchi di particolare tensione. Lo scontro a distanza, scoppiato dopo il tragico incidente di domenica scorsa in cui ha perso la vita il 25enne Carlo Amicone, tira in ballo le condizioni di sicurezza delle strade del quartiere e quelle che il sacerdote, in una lettera aperta inviata al Centro, definisce «inadempienze» da parte dell’amministrazione comunale, tornando a denunciare il mancato confronto con il primo cittadino. Richiesta prontamente accordata da Ferrara che, dopo aver letto la missiva, si affretta a fissare un incontro per martedì prossimo con l’obiettivo di stemperare la polemica e «continuare sul cammino del dialogo il rapporto fra il Comune e la parrocchia».
«Ritengo l’attacco del sindaco alla mia persona pretestuoso e penoso, poiché vanto 45 anni di ministero parrocchiale a Sant’Anna, durante i quali ho provveduto, con il sostegno soprattutto del popolo, a dare dignità, autonomia e definitivo assetto al complesso parrocchiale, con la ristrutturazione integrale dell’edificio di culto, il nuovo campanile e la nuova casa parrocchiale, vincendo tutte le battaglie con il Comune, che arbitrariamente rivendicava perfino la proprietà della chiesa», si legge in un passaggio chiave della lettera del parroco, conclusa con questa orgogliosa precisazione: «Non si dispiaccia, signor sindaco, se il mio nome è già inserito nella storia di Sant’Anna e del suo quartiere».
La querelle è iniziata all’indomani dello schianto mortale a una manciata di metri dal piazzale della chiesa. Il parroco ha preso la parola per contestare i ritardi del progetto di riqualificazione del quartiere, sbandierato più volte dall’amministrazione e i cui lavori non sono ancora iniziati, ma anche la mancanza di segnaletica e dei limiti di velocità. Immediata la replica di Ferrara che, invece, ha parlato di «commenti fuori luogo» e di «mancanza di pietas nei confronti di un ragazzo morto a soli 25 anni». «Preciso che la mia non è stata un’indebita ingerenza», scrive il parroco, «poiché la chiesa parrocchiale di Sant’Anna è un luogo pubblico con assidua frequenza di bambini, adulti e anziani. Pertanto, è mio dovere richiamare l’attenzione delle autorità competenti sulle vie di accesso a essa, perché venga assicurata l’incolumità di tutti. La chiesa, infatti, è prospiciente il piazzale capolinea del principale mezzo di trasporto pubblico, su cui convergono 5 arterie che raggiungono il centro cittadino e le aree limitrofe, con il raccordo con le principali vie provinciali e nazionali. Mi chiedo se il grave incidente automobilistico fosse avvenuto in pieno giorno a termine di una celebrazione liturgica, cosa sarebbe accaduto? Noi parroci non troviamo diletto nel celebrare i funerali, ancor più di giovani vite spezzate tragicamente». Di qui l’attacco all’intervento di Ferrara, definito «degno dei più improvvidi politici». «La mia preghiera per il giovane Carlo Amicone, deceduto tragicamente», prosegue il prete, «non l’ho sbandierata sui giornali, come avviene solitamente per gli ambiziosi progetti del Comune, che poi marciscono nei cassetti o negli scaffali degli uffici».
Di tono più conciliante la risposta di Ferrara: «Sarò lieto di stringergli la mano per porre fine a una polemica che non si addice al caso per cui è sorta, né alle rispettive cariche e istituzioni che rappresentiamo. Credo nel confronto, molto più utile alla causa della contrapposizione a tutti i costi, oltre che più comprensibile alla città, specie quando si parla di problemi che riguardano tutti». Sui tempi dei lavori il sindaco precisa che il progetto di riqualificazione «a breve diventerà cantiere».
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