Parrucchieri, bar e locali: «Vogliamo riaprire subito»
CHIETI. Bar e ristoranti si consolano con il servizio di asporto, gli ambulanti temono i 2 metri e mezzo che ci dovrà essere tra i banchi al mercato, i parrucchieri premono per non restare chiusi...
CHIETI. Bar e ristoranti si consolano con il servizio di asporto, gli ambulanti temono i 2 metri e mezzo che ci dovrà essere tra i banchi al mercato, i parrucchieri premono per non restare chiusi fino al 1° giugno e nei negozi in genere la merce incellofanata resta stipata negli scaffali mentre affitti e bollette corrono. Il commercio cittadino boccheggia e i rappresentanti di categoria si affannano a cercare soluzioni e avanzare proposte. Il sindaco Umberto Di Primio li ha incontrati promettendo, oltre allo slittamento della Tari, anche la volontà di tagliare del 50% la Tosap. Ma, a loro giudizio, serve di più.
MENO TASSE. «Serve uno sforzo per la diminuzione o l’abbattimento delle imposte e della fiscalizzazione», dice Marina De Marco, presidente cittadina di Confesercenti, «uno snellimento delle procedure, una centralizzazione degli acquisti dei presidi medici, una incisiva promozione del territorio e un’interlocuzione con l’università. Ritengo inoltre necessario, per chi è in contatto con il pubblico, di poter essere dotato di strumenti quali test sierologici che, pur se non definitivi come i tamponi, permettano di evidenziare la presenza degli anticorpi contro il coronavirus».
SOSPENDERE LE ZTL. Il direttore di Confartigianato Chieti L’Aquila, Daniele Giangiulli, continua a spingere perché la Regione permetta la riapertura di parrucchieri ed estetiste prima della data, lontanissima, del 1° giugno. E se il pressing sulla Regione può portare risultati concreti, anche con il Comune il dialogo è aperto: «Oltre al discorso tasse, abbiamo chiesto la sospensione della zone a traffico limitato, anche per favorire il lavoro dei corrieri. Ma la batosta più grande la prenderemo su tutta la filiera del turismo», avverte Giangiulli.
ALLARME MERCATI. «Per i pubblici esercizi, come bar e ristoranti, l’asporto e la consegna a domicilio non risolverà i problemi», avverte la presidente provinciale di Confcommercio, Marisa Tiberio, «ci sono diverse componenti su cui agire, tra cui la rimodulazione di tasse e tributi locali e la riduzione del costo del lavoro. Per gli ambulanti, l'ordinanza regionale dei giorni scorsi non sarà di facile applicazione perché le prescrizioni come ad esempio il distanziamento dei 2 metri e mezzo tra i banchi comporta una diminuzione significativa del numero dei posteggi con delle esclusioni difficili da gestire. E già qualche sindaco della provincia ha comunicato la non riapertura».

