Parte da Vasto la denuncia “salva Vannoni”

28 Agosto 2014

Firmato da Moretti l’esposto che ha innescato l’inchiesta sulla commissione che bocciò Stamina

VASTO. Dopo l’intervento dei Nas, il nucleo antisofisticazione del carabinieri, che sabato scorso, su richiesta del sostituto procuratore di Torino, Raffaele Guariniello (il provvedimento è stato firmato dal gip Francesca Cristillin), negli Spedali Civili di Brescia hanno sequestrato le cellule destinate alle infusioni di 36 pazienti (uno dei quali la piccola Noemi, di Guardiagrele, affetta da Sma) da sottoporre al Metodo Stamina del professor Davide Vannoni; e dopo l’inchiesta, tutt’ora in corso, sempre del pm Guarinello, che sta indagando, oltre che su Vannoni, anche sul pediatra Mariano Andolina e su altre dieci persone, spunta fuori che verso la prima commissione nominata dal ministero della Salute, la quale avrebbe dovuto valutare l’attendibilità del Metodo Stamina, in seguito sciolta, e seguìta da un’altra commissione, oggi presieduta dall’ematologo Michele Baccarani, è stata sporta una denuncia. Lo hanno reso noto Stefano Moretti, vastese e membro dell’osservatorio antimafia dell’Abruzzo, e l’avvocato Marisa Berarducci, del Foro di Chieti. La denuncia, riferisce l’avvocato Berarducci, la quale verterebbe su un presunto «falso» commesso dalla commissione, è stata depositata in due tranche presso la procura di Napoli (se ne sta occupando il pm Walter Brunetti); anche se, molto probabilmente, per competenza territoriale, le carte dovrebbero passare successivamente a Roma. La prima data, quella di un esposto, si rifà al primo ottobre del 2013, mentre la seconda, una denuncia-querela, è del 12 ottobre 2013. La novità, però, risiederebbe nel fatto che proprio durante l’estate in corso i Nas hanno chiesto ai querelanti ulteriori approfondimenti. Un segnale, secondo l’avvocato Berarducci, che l’inchiesta starebbe andando avanti. «A giugno», racconta il legale, «i Nas ci hanno chiesto ulteriore documentazione in riferimento alla nostra querela e questo dovrebbe significare che le indagini sono in corso». Gli approfondimenti richiesti dalla procura napoletana riguarderebbero i riferimenti alle interviste rilasciate da alcuni membri della prima commissione nominata dal ministero della Salute, in quanto il «falso», secondo la denuncia presentata, sarebbe rintracciabile nell'ipotesi, spiega sempre Berarducci, «che da alcuni componenti sarebbero state rilasciate delle dichiarazioni, precedentemente alla nomina in commissione, contrarie alla validità del metodo Stamina. In altre parole, alcuni membri si erano già espressi, e negativamente, sulla validità del Metodo Stamina, mentre per loro era richiesto un’assoluta terzietà nei confronti del Metodo».Per Moretti, la spinta a presentare la denuncia è stata la speranza. «Alcuni medici», ha sottolineato, «mi hanno detto che col metodo Stamina ci possono essere miglioramenti».

Vito De Luca