Passa il piano di Ferrara Ma è scontro sui progetti

21 Gennaio 2021

La maggioranza approva il programma, ma spunta la prima polemica interna Pompilio: non c’è trasparenza. Lega e Fratelli d’Italia attaccano: un libro dei sogni

CHIETI. Le politiche sociali, l’efficientamento della macchina amministrativa, la sua modernizzazione, il risanamento economico dell’ente, il lavoro, il settore culturale e turistico, il nuovo piano regolatore generale, le opere pubbliche: 8 punti per tratteggiare le linee programmatiche della nuova amministrazione del sindaco Diego Ferrara. Il sindaco li ha illustrati nel consiglio comunale di ieri mattina prendendo la parola per un’ora di fila. Il programma di mandato è passato con 22 voti a favore, ovvero tutti quelli di maggioranza, mentre la minoranza si è astenuta oppure non ha partecipato al voto. La successiva discussione ha visto soprattutto l’attacco politico di Fabrizio Di Stefano (Lega), quello tra il politico e il personale di Carla Di Biase (Fratelli d’Italia) e le bizze dei consiglieri di maggioranza, sintomo delle prime incrinature all’interno dello schieramento, ridimensionate comunque dal successivo voto favorevole.
Per quanto riguarda la maggioranza, la critica più forte è stata quella di Serena Pompilio (Azione politica) sul fatto che le sarebbe stata impedita «la partecipazione» alle scelte amministrative. La consigliera ha parlato di mancanza di trasparenza, arrivando perfino a mettere in dubbio la qualifica di “sindaco-galantuomo” data a Ferrara in campagna elettorale. Ha poi espresso perplessità circa la fattibilità di quanto previsto nel programma di mandato, vista la procedura di predissesto avviata. Tutte critiche che poi sono state rilanciate dall’opposizione. È risuonato anche come una sorta di critica il pessimismo palesato dal consigliere Enrico Iezzi (lista Ferrara) secondo il quale il programma illustrato era «faraonico», poco realizzabile e pure carente nella parte relativa al verde pubblico. Anche lui, come Pompilio, ha votato a favore.
Netta invece la critica di Di Stefano: «Avete detto quello che volete fare, ma non avete detto come. Per questo non possiamo votare queste linee programmatiche che sembrano un libro dei sogni». E per Di Stefano va bene sognare, purché «gambe e radici restino ben piantate a terra». A Di Stefano ha replicato lo stesso Ferrara, assicurando di avere «i piedi per terra» e rivendicando comunque la forza del sogno: «Sarò un sognatore», ha detto, «ma se alla politica manca una visione, se manca una suggestione positiva per il futuro delle persone, la politica sarebbe già morta dall’inizio». Ferrara non ha replicato invece al duro attacco dell’ex assessore Di Biase che in pratica lo ha accusato di farsi dirigere da un «triumvirato»: «Sindaco si tolga l’ancora dai pantaloni e assuma il suo ruolo», ha detto la consigliera che nel successivo intervento ha rimodulato le accuse, dicendo che erano consigli e stimoli nei confronti del sindaco, parole dette anche «con affetto». A stopparla in consiglio comunale ci ha pensato, ancora una volta, il presidente del consiglio Luigi Febo, svolgendo le sue prerogative di presidente dell’assise. All’unanimità sono invece passati i primi due punti all’ordine del giorno: la cittadinanza onoraria per Patrick Zaki e i parcheggi gratis nei pomeriggi di domani, del 23, 29 e 30.