Patto tra sette sindaci in difesa degli ospedali

4 Agosto 2018

Ortona, nuovo incontro per fermare la riorganizzazione dei presìdi Castiglione e Dal Pozzo pronti ad aprire una trattativa con la Regione

ORTONA. Non si arresta la collaborazione tra i sindaci del territorio regionale a difesa degli ospedali. Nel Comune di Ortona si sono incontrati il sindaco Leo Castiglione ed i suoi colleghi di Guardiagrele, Simone Dal Pozzo, di Atri, Piergiorgio Ferretti, di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, di Penne, Mario Semproni, oltre che l’assessore del Comune di Popoli, Silvia Pescara. Non è potuto essere presente alcun rappresentante dell’amministrazione di Sulmona, altra città che segue con attenzione insieme a queste altre realtà, gli sviluppi sugli argomenti relativi al diritto alla salute. Il confronto si è concentrato sui temi sanitari e in particolare sulla riorganizzazione dei presidi ospedalieri. L’obiettivo rimane la salvaguardia degli ospedali per cui i primi cittadini da tempo si stanno battendo. L’iniziativa, promossa dal sindaco di Guardiagrele e recepita dagli altri Comuni, segue quella di inizio luglio che, attraverso la proposta di un emendamento da inserire in sede di conversione del decreto legge 29 maggio 2018 numero 55 nel corso dell’esame in commissione ambiente della Camera dei Deputati, intendeva sospendere gli effetti del decreto ministeriale Lorenzin e di quelli attuativi regionali sulla riorganizzazione del sistema sanitario regionale. In quell’occasione era stata ribadita l’importanza di una proposta “istituzionale”, presentata e sostenuta dai sindaci dei Comuni interessati, e l’intenzione di proseguire l’azione collegiale per ottenere una revisione della politica sanitaria partendo da una azione che sia coerente con i quadro normativo, a partire da quello nazionale.
La volontà emersa dall’incontro, dopo il rigetto dell’emendamento in commissione, è di proseguire il confronto con la Regione e il governo nazionale con l’obiettivo di salvaguardare i servizi sanitari nei territori di rispettiva competenza, superando le diverse appartenenze e unendo le forze su un condiviso progetto istituzionale. I primi cittadini intendono farsi carico di una visione diversa che parte dai territori e che vede in prima linea un “comitato di sindaci” che si impegna a definire e presentare una proposta di revisione del decreto Lorenzin, e avviare una riflessione su altri temi. In questo percorso saranno coinvolti gli altri Comuni interessati dai provvedimenti che si chiede di sospendere e modificare, nella convinzione che l’unione può dare più voce alle esigenze dei cittadini e che consenta di recuperare il ruolo degli enti locali ai quali l’ordinamento conferisce un ruolo determinante.