Paura nella notte, va a fuoco la discarica

Nel mirino l’impianto del Civeta, non si esclude il dolo. Il sindaco Marcovecchio: scongiurato l’inquinamento ambientale
CUPELLO. Il danno ambientale è stato scongiurato e in una settimana dovrebbero essere ripristinate le strutture di protezione danneggiate. Resta l’inquietudine per un rogo divampato all’improvviso e che avrebbe potuto provocare conseguenze gravissime per centinaia di famiglie. È durato 4 ore l’incendio divampato lunedì sera poco dopo le 23. La lingue di fuoco è partita dalla vasca della discarica di Valle Cena inaugurata nel 2016 e al servizio del polo tecnologico Civeta. Il peggio è stato scongiurato grazie al provvidenziale passaggio di una pattuglia dei carabinieri in servizio di vigilanza. I militari hanno immediatamente chiamato i vigili del fuoco di Vasto avvisando anche il sindaco di Cupello, Manuele Marcovecchio. Il fuoco è stato domato con potenti getti di acqua ma anche con camion di terra gettati sui focolai dagli operai in servizio nella discarica. Le fiamme hanno divorato un quarto della discarica, l’area che raccoglieva scarti non riciclabili derivanti dalla raccolta urbana e dai trattamenti effettuati negli impianti del Civeta. La presenza di cartone ha alimentato il fuoco. «È positivo il fatto che i rifiuti inceneriti non fossero pericolosi, ha detto sollevato il sindaco Marcovecchio rimasto sul posto fino allo spegnimento anche dei più piccoli focolai. «Dall’incendio», spiega il sindaco, «non si sono sviluppate esalazioni nocive per le famiglie che abitano nella zona e per gli automobilisti in transito», ha sottolineato Marcovecchio.
Il sindaco è rimasto accanto ai tecnici dell’Arta che hanno eseguito accurati rilievi per evitare ogni pericolo. I vigili del fuoco hanno continuato le operazioni di bonifica e messa in sicurezza della vasca per tutta la mattinata di ieri, assicurandosi che sotto la terra non si fossero sviluppati nuovi focolai.
E ora, passata la paura, i carabinieri cercheranno di appurare l’origine dell’incendio. Non è esclusa nessuna ipotesi. Fra il materiale incenerito sono spuntati fuori anche cavi elettrici bruciacchiati. Ad originare il rogo potrebbe dunque essere stato un corto circuito. C’è poi l’ipotesi dell’autocombustione. Il termometro lunedì ha toccato i 34 gradi. Il materiale raccolto potrebbe essersi surriscaldato prendendo fuoco. Non è esclusa neppure l’ipotesi dolosa. Se l’incendio è stato appiccato volutamente da qualche sciagurato che voleva arrecare danni, il suo gesto è fallito grazie alla vigilanza dei custodi dell’impianto e dei carabinieri. L'allarme ha scongiurato il propagarsi delle fiamme alle altre vasche. Ora va ricostruita la rete che copre e custodisce il materiale e i tubi per il percolato. «I lavori di risistemazione del danno provocato dal fuoco», dice il sindaco di Cupello, «non dovrebbero durare più di una settimana. In ogni caso non si tratta di danni rimediabili e non importanti», ribadisce il sindaco Marcovecchio. «Quello che importa è che l’accaduto non abbia provocato problemi di salute alle famiglie e all’ambiente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

