Pavimentazione nuova e già rotta Vertice sui tre passaggi pedonali

Domani l’incontro del Comune con la Soprintendenza che deciderà l’intervento per sanare l’opera In ballo l’intesa con la ditta che ha eseguito i lavori e che si è dichiarata disposta a rimediare agli errori
LANCIANO. Sarà la Soprintendenza a decidere, domani, in un primo incontro con l'amministrazione comunale, come risolvere l'ormai sfibrante querelle sulle numerose e continue rotture alla nuova pavimentazione di corso Trento e Trieste, bellissima e scenografica, ma fragile e addirittura deteriorata in più punti prima ancora di essere riconsegnata alla città. In ballo c'è la stesura di un accordo con la ditta esecutrice dei lavori, la Edilizia e strade Srl di Campobasso che, dopo una serie di incontri a vuoto con l'amministrazione comunale, ha risposto all'ultimatum del Comune dichiarandosi ufficialmente disponibile a sanare gli errori. Ma è ancora tutto da stabilire quali sono i danni riconosciuti da ambo le parti, quanti sono gli interventi di riparazione da effettuare e, soprattutto, a quanto ammontano i costi dei lavori aggiuntivi.
Sicuramente ci sarà da rifare i tre passaggi carrabili in via Dalmazia, via De Crecchio e Viali delle Rose, letteralmente distrutti dal passaggio delle auto e dei mezzi pesanti. Ed è proprio su questo aspetto che sarà determinante il parere della Soprintendenza, con cui l'amministrazione comunale ha programmato un incontro domani. «La ditta propone l'asfalto prestampato», spiega il sindaco Filippo Paolini, «noi vogliamo la pietra lavica, che è più resistente. La pietra presuppone anche il rifacimento completo del massetto, con costi importanti, mentre l'asfalto prestampato no. Per questo vogliamo affidarci ad un parere terzo. L'ipotesi di accordo su cui stiamo lavorando con l'avvocatura comunale», prosegue il primo cittadino, «prevede anche dei tagli perpendicolari all'arteria per dare più forza all'asfalto, la sostituzione delle mattonelle ammalorate e la responsabilità della ditta per dieci anni dopo la fine dei lavori. Ci siamo ritrovati quest'opera sul groppone, di certo non andava gestito così un intervento di rifacimento della pavimentazione della più importante arteria cittadina, ma ormai ce l'abbiamo in eredità, dobbiamo cercare di ottenere il massimo da quello che abbiamo. Il Corso», valuta ancora Paolini, «andrebbe rifatto completamente. Ho fatto notare ai tecnici che anche sulle parti laterali bianche dei gocciolatoi si stanno spaccando dei pezzi, segno che ci sono danni enormi su tutta la superficie del Corso. Ma la ditta non ripagherebbe mai un intervento così imponente, quindi quello che ci interessa ora è fare un accordo che sicuramente sarà in perdita, ma che non ci porti a 10-12 anni di causa civile».
Intanto secondo quanto appreso dal primo cittadino, la Corte dei conti che aveva aperto un fascicolo nel 2020 a seguito di alcuni esposti, ha depositato la relazione. «Non ci è dato conoscere cosa c'è scritto», conclude Paolini, «se ci sono delle responsabilità e delle richieste di danni, allora sapremo».
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