Pavimento del Corso da rifare: il Comune prepara nuovi lavori

28 Dicembre 2022

Troppi difetti sull’opera, l’amministrazione ora cerca un accordo bonario con la ditta di Campobasso L’assessore Bomba: «Ma servono più soldi per l’intervento e il manto Presentoso potrebbe cambiare»

LANCIANO. Si lavora ancora a un accordo bonario per la “ricostruzione” di corso Trento e Trieste la cui immagine, a seguito dei lavori di ripristino delle parti ammalorate con mattonelle staccate e massetto considerato inadeguato in più punti, potrebbe tuttavia risultare modificata rispetto a quella iniziale a causa della carenza di piastrelle del tipo utilizzate per il tappeto Presentoso. Nei giorni scorsi si è svolto l’incontro tra i ctp (consulenti tecnici di parte) della ditta esecutrice dei lavori, la Edilizia e Strade srl di Campobasso, e del Comune, l’ingegnere Antonio Montepara, con il ctu (consulente tecnico d’ufficio), l’ingegner Sergio D’Intino, nominato dal tribunale di Lanciano. La strada è quella di un accordo bonario alla luce degli evidenti difetti riscontrati sull’opera, ma dovranno essere definiti i dettagli. «La ditta», specifica l’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Bomba, «si è mostrata disponibile a ripristinare la pavimentazione ammalorata, ma sarà necessario effettuare un secondo incontro alla presenza anche di un rappresentante della Soprintendenza per capire come procedere soprattutto per le parti carrabili che avranno bisogno di un altro tipo di materiale».
Il Comune, tramite il Ctp, ha già messo sul tavolo alcuni elementi su cui non si potrà derogare. Tra questi il fatto che gli attraversamenti carrabili di via Dalmazia e via De Crecchio dovranno essere rifatti completamente e utilizzando un altro materiale, probabilmente la pietra. Deve essere inoltre ripristinata la pavimentazione laddove è mancante e devono essere rifatti i giunti di dilatazione e il massetto nelle parti considerate maggiormente a rischio. «Sicuramente andranno affrontati anche i costi», prosegue Bomba, «visto che non ci sembra sufficiente la cifra di 200mila euro considerata necessaria dal ctu, il quale, tra l’altro, ha fatto riferimento ai prezzi dell’anno di realizzazione dell’opera, ma che ora sono inesorabilmente variati in eccesso».
Quello che è certo è che il Comune tenterà l’accordo bonario solo se si dovessero incontrare le richieste dell’amministrazione con la disponibilità della ditta, altrimenti, annuncia lo stesso Bomba, «si andrà in causa». L’obiettivo è anche quello di non spendere ulteriormente una eccessiva quantità di denaro pubblico su un’opera che, seppur monumentale e scenografica, è già costata 1.361.000 euro alle casse di Palazzo di città. E il tappeto di Presentose stilizzate potrebbe addirittura cambiare volto. «Le mattonelle in gres utilizzate», conferma l’assessore, «sono uscite fuori produzione. È un problema, perché ci dovremo far mandare dei campioni e verificare che siano il più possibile vicini al colore originario, ma l’opera sicuramente risulterà alterata, anche rispetto ai passaggi carrabili che non si possono assolutamente rifare in gres».