Paziente obesa respinta, è polemica

27 Luglio 2018

Ginecologa nega la visita, l’Ordine dei medici: ora la Asl verifichi

CHIETI. «Invitiamo la Asl e le autorità competenti a svolgere gli opportuni accertamenti, al fine anche di tranquillizzare la paziente». Lo afferma il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, in merito al caso della ginecologa che a Chieti si sarebbe rifiutata di visitare una paziente obesa di 27 anni. La donna aveva in programma una visita ginecologica al consultorio Asl, ma la dottoressa presente avrebbe reagito in maniera stizzita, lamentandosi per la pancia della donna e sostenendo di non essere in grado di visitarla: pertanto la visita non è neanche cominciata e il medico ha prescritto alla giovane un’impegnativa per andare a eseguire un’ecografia presso un privato. La paziente, uscita in lacrime dalla stanza a causa del trattamento ricevuto, ha deciso di chiamare subito i carabinieri che, intervenuti sul posto, hanno raccolto le versioni della donna e della dottoressa, medico specialista ambulatoriale convenzionato con la Asl. «Fermo restando che, sul fatto specifico, dobbiamo comprendere ciò che è avvenuto», precisa Anelli, «in ogni caso un paziente non può uscire in lacrime da un ambulatorio perché si è sentito in qualche modo maltrattato o rifiutato. Il medico deve farsi carico del paziente nella sua globalità, deve comprenderne e accoglierne il disagio e le difficoltà, deve prestare attenzione anche alla sua sensibilità e agli aspetti psicologici. La relazione di cura nasce sempre», sottolinea il presidente degli Ortini dei medici, «come ogni relazione, dall’incontro di due storie, di due vissuti che possono essere anche differenti ma non possono diventare motivo di discriminazione. Il nostro codice deontologico afferma questo concetto sin dall’articolo 3».