Paziente soffocata dal cibo, 4 indagati

19 Luglio 2014

Tragedia a Villa Pini, avvisi di garanzia a tre medici e un’infermiera: l’autopsia conferma la causa della morte

CHIETI. Va in clinica privata per curarsi, muore soffocata da un boccone di cibo mentre mangia in camera. La tragedia di Nicoletta Cerritelli, 78 anni di Chieti, è finita sulla scrivania di un magistrato della procura di Chieti. Gli indagati sono quattro: tre medici e una infermiera, tutti accusati di omicidio colposo. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati ieri mattina, dalla polizia di Chieti, ai dipendenti della società “Santa Camilla” proprietaria della clinica privata Villa Pini, dove la donna sarebbe stata ricoverata all’inizio del mese di luglio. In clinica tutto è andato liscio fino a sabato della scorsa settimana. Quel 12 luglio è diventato maledetto. Dall’esposto dei figli, che ha innescato l’inchiesta penale, agli avvisi di garanzia sono però trascorsi quasi sette giorni durante i quali i funerali della donna sono stati bloccati dalla procura.

Un atto che si è reso necessario dopo che il pubblico ministero, Marika Ponziani, ha disposta l’autopsia che si è svolta ieri pomeriggio dalle 15 alle 18. E’ vero che a rivolgersi alla procura sono stati i figli della donna ma questi preferiscono non parlare delle cause della tragedia né lanciare accuse contro i medici della clinica privata di Torrevecchia Teatina.

«Mia madre è stata molto male un anno fa. Ora vogliamo solo capire perché è accaduto, non posso dirle altro», dichiara per telefono la figlia, Katia Marino che, con il fratello Gianluca, piange la morte della donna, una vedova teatina che abitava in discesa Saponari, quindi in prossimità del centro della città.

L’inchiesta per omicidio colposo ha comportato la nomina di legali e tre consulenti tecnici. I dipendenti della clinica sono assistiti dall’avvocatessa Antonella Bosco, la stessa struttura sanitaria privata ha nominato il professor Aldo Carnevale come ctu, mentre la famiglia della donna deceduta si è affidata al medico legale Ildo Polidoro. I due esperti di parte hanno quindi assistito, ieri pomeriggio, all’esame autoptico eseguito dal professor Cristian D’Ovidio, nominato a sua volta dal pubblico ministero. La diagnosi ha confermato il sospetto iniziale: Nicoletta Cerritelli è morta per “insufficienza respiratoria causata da soffocamento per corpo estraneo alimentare”. E’ stata uccisa dal cibo servito quel giorno in clinica: un brodino, che certamente non può averla soffocata, seguito però da una spinacina. Al termine dell’autopsia il magistrato ha subito rilasciato ai figli della deceduta il nulla osta alla sepoltura. E, salvo contrattempi dell’ultim’ora, i funerali di Nicoletta Cerritelli si svolgeranno oggi pomeriggio nella cattedrale di San Giustino.

Ma l’inchiesta che dovrà accertare le responsabilità colpose di chi non ha soccorso in tempo la paziente, condannandola ad una morte agghiacciante per soffocamento, si annuncia lunga.

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