Pd: la colpa è dell’astensionismo

16 Giugno 2015

Tutti zitti, parla solo Rapino: «Ottimo lavoro quello di Febo»

CHIETI. Il Pd non fa autocritica, non tocca l’argomento Di Paolo e addossa le responsabilità della sconfitta all’astensionismo. Tutti zitti tranne il neo segretario regionale, Marco Rapino: «I risultati del turno di ballottaggio sono stati senza dubbio insoddisfacenti per il Pd sia a livello nazionale e, per quel che ci riguarda, a Chieti, nonostante l’ottimo lavoro propositivo di Luigi Febo a cui va il mio sincero ringraziamento». «Abbiamo pagato il prezzo dell’alto astensionismo, che in questa fase colpisce prevalentemente i nostri elettori», continua il segretario «Questa tendenza, nazionale, iniziata con le elezioni regionali dell’Emilia Romagna, è stata parzialmente confermata dalle elezioni del 31 maggio seppur con cinque regioni vinte su sette e ora dal secondo turno delle elezioni comunali di domenica». «Sono risultati su cui riflettere, lavorare, che chiamano in causa una crisi economica che, nonostante i primi segni di ripresa, incide tuttora su famiglie ed imprese. Inoltre», continua Rapino, «le paure e le insicurezze sul piano internazionale (a partire dalla vicenda dei flussi migratori), hanno contribuito ad alimentare la sfiducia nella politica generandone il conseguente distacco». A parte Chieti, Rapino rimarca che nel resto della regione non è andata male: «In Abruzzo il Pd, a fianco della sconfitta di Chieti, ha confermato ben 27 amministrazioni locali, a fronte delle 21 del centrodestra e conquistato due amministrazioni in comuni con popolazione superiore ai cinquemila abitanti, Guardiagrele e Carsoli». Venendo al caso Chieti: «Svolgeremo un’opposizione costruttiva, per un’idea di rilancio della città nel contesto regionale e per porre le basi tra cinque anni di un’alternativa di governo. È in campo una nuova generazione di amministratori, a Chieti e nei tanti comuni, sia dove abbiamo vinto e sia dove siamo forza di opposizione ed il nostro impegno sarà restituire fiducia, attraverso la partecipazione ed il cambiamento, sostenendo e spingendo l’azione riformatrice della Giunta regionale».(a.i.)