Pd: ripartiamo dall’entusiasmo di Marongiu

28 Ottobre 2021

Primo incontro dopo il ko del voto. Madonna: energia da non disperdere. Miscia: apriamoci alla società

LANCIANO. Dopo il risultato elettorale alle amministrative il Partito democratico lancianese fa i conti con gli entusiasmi ritrovati e le delusioni per una vittoria mancata per 400 voti ed è pronto a cambiare pelle, ringiovanire e aprirsi al nuovo. Si è tenuta martedì sera la prima assemblea di iscritti e simpatizzanti dopo la sconfitta alle urne di Leo Marongiu, candidato sindaco del centrosinistra e da sempre tesserato Pd di cui è stato anche segretario cittadino. Una riunione gremita di tesserati e facce nuove. «C'è questa grande voglia, da parte delle liste e dei candidati», spiega Marongiu, «di condividere un percorso, questa sconfitta viene vissuta come una costruzione per il futuro. Vogliamo lavorare sui tanti progetti lanciati, sulle questioni che ha promesso la nuova amministrazione e sui temi cogenti: acqua, salute e ospedale».
Il candidato sindaco ha deciso di rafforzare il gruppo Lanciano x tutti «che deve crescere e radicarsi come riferimento del territorio al pari di tante altre realtà politiche. Come Pd rispondiamo all'appello di Enrico Letta di aprirci, di costruire un campo largo e rendere tutti protagonisti«. Nel corso dell'assemblea non sono mancate alcune critiche sull’assenza di dialogo con alcuni territori, come le contrade, e anche sull'ex sindaco Mario Pupillo (peraltro assente all'assemblea per cause di forza maggiore) accusato di aver lavorato poco per il Pd, pur essendone tesserato. Ma resta l'entusiasmo del rinnovamento.
«Bisogna raccogliere e valorizzare il patrimonio di risorse umane e relazionali che Leo è riuscito a catalizzare», dice Marusca Miscia, assessore uscente alla cultura, «questa ricchezza impegna il Pd, primo e unico partito della coalizione di centrosinistra, secondo della città, ad aprirsi alla società civile attraverso iniziative e momenti che uniscano». «L'errore più grande», spiega Rosetta Madonna, segretaria del Pd, «è non essere riusciti a creare l’empatia con la gente: quello che è stato fatto dall'amministrazione uscente spesso non è stato recepito come condiviso dalle persone. Ma dall’entusiasmo che Leo ha saputo creare, si riparte. Da un Pd mai referenziale e pronto ad aprire le porte per attività, iniziative, proposte per creare una prossima generazione Abruzzo. Anche qui vorremmo dare vita alle agorà democratiche di Letta. Lanciano ha detto che metà elettori è con Leo: non disperdiamo questa energia». (d.d.l.)
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