Pdl in lite, Di Domenico querela Di Stefano

Denuncia del consigliere comunale contro un post del senatore su Facebook: lesa la mia reputazione

LANCIANO. Quel post pubblicato sulla bacheca di Facebook del senatore Fabrizio Di Stefano contiene «frasi ritenute diffamatorie e lesive della mia reputazione sia perché false e sia perché sfrontatamente offensive». Marco Di Domenico, avvocato, già esponente del Pdl (ora al gruppo misto) ex assessore all’urbanistica e attuale consigliere comunale di minoranza a Lanciano, ha querelato il senatore del suo ex partito, anche se nel post il suo nome da Di Stefano non viene fatto.

In alcuni passaggi del commento, il senatore parla di «soggetto che presidiava la mia segreteria pur di farmi da zerbino quando arrivavo»; «se non avessi dubbi sui suoi gusti sessuali poteva sorgermi la preoccupazione di una sua latente omosessualità»; «mi sono tolto una grande rottura di co...ronarie»; «quando ho preferito a lui un candidato a sindaco da tutti ritenuto migliore, più affidabile, più competente, più serio, apriti cielo! Poi finalmente...è diventato mio nemico. Risultato: quanti amici ho recuperato e soprattutto quanta serenità».

Da tempo in rotta con i vertici del Partito della libertà, tant’è che al congresso provinciale di un anno fa ha aderito a una lista alternativa venendo eletto, come componente di minoranza, nel coordinamento provinciale del Pdl, Di Domenico ha sempre sostenuto che le «responsabilità della disfatta del partito alle elezioni comunali di Lanciano, Francavilla, Vasto, Ortona e Tollo» fossero «da addebitare alla gestione del senatore Di Stefano».

In seguito a una intervista «dal contenuto politico» rilasciata da Di Domenico a una web tv di Lanciano, Di Stefano ha risposto «con un post», sostiene l’ex assessore, «che nulla ha di politico e che non risponde ad alcuna argomentazione politica».

Nell’intervento Di Stefano non fa mai il nome di Di Domenico ma, secondo l’ex assessore, «il senatore si riferisce alla mia persona perché era noto a tutti chi fosse il candidato a sindaco in pectore del Pdl fino al 1° marzo 2011, cioè io». Inoltre «l’aver taggato quel post sui profili di amici comuni significa aver voluto partecipare a tutti che Di Stefano intendeva riferirsi a me».

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