Pedinamenti e molestie 192 donne chiedono aiuto

23 Novembre 2019

Ecco i dati del Comune: gli autori degli abusi quasi sempre mariti e compagni Di Loreto: uscire dal tunnel è possibile, siamo pronti ad aiutare le vittime

CHIETI. Sono quasi duecento le donne che, nel 2019, hanno chiesto aiuto al Centro antiviolenza Alpha di Chieti. In 8 anni le richieste sono passate da 15 a 192. Sono questi i dati forniti dall’assessorato alle politiche sociali e dall’Alpha in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che si celebrerà lunedì: alle 10, in Provincia, convegno “Educare alla legalità ai valori e al rispetto”; alle 14 in carcere incontro “25 Novembre, riflessioni di genere”; mercoledì alle 15.30, alla Cna, seminario sull’autonomia delle donne con vissuti di violenza di genere.
I dati dicono che sono quasi tutte italiane (73%) le donne assistite dal Centro antiviolenza e, per la maggioranza (65%), hanno tra 30 e 49 anni: nel 28% dei casi la violenza è psicologica (pedinamenti, persecuzioni telefoniche, atti di gelosia e dubbi sulla fedeltà); nel 25% è fisica con schiaffi, pugni, calci e contusioni con oggetti scagliati; nel 16% è economica con il controllo sulle spese; nell’11% sessuale. Spesso, l’autore della violenza è il marito (54%) o il compagno (35%), quasi sempre italiani (91%).
«Dalle 15 utenti del 2011», dice la presidente del Centro antiviolenza Marialaura Di Loreto, «siamo passati a un numero molto più elevato, 192 donne l’anno. Donne provenienti anche dalle città limitrofe e prese in carico non solo per le prime informazioni ma anche per il sostegno e l’uscita dalle situazioni di violenza intra-familiare che vivono. Il dato, che a uno sguardo poco attento potrebbe far pensare ad un incremento del fenomeno, in realtà indica sia la maggiore fiducia che le donne hanno verso i servizi a loro rivolti, in grado di poterle sostenere nel percorso di uscita dalla violenza, sia il costante e capillare lavoro di sensibilizzazione che il Comune, unitamente al Centro Alpha, ha svolto negli anni nelle scuole, con le associazioni e la cittadinanza».
«La violenza», dice l’assessore Emilia De Matteo, «è un fenomeno complesso ma da essa si può uscire con il supporto e l’aiuto delle istituzioni e dei Centri antiviolenza. Fondamentale, però, resta la prevenzione ed il cambiamento culturale che ha ancora necessità di interventi formativi ed informativi soprattutto nelle scuole. Dal primo riconoscimento da parte della Regione Abruzzo di uno sportello informativo all’interno del consultorio Alpha che già operava nel territorio teatino e nell’area metropolitana, oggi la città di Chieti può vantare la presenza costante del Centro antiviolenza comunale, riconosciuto dallalegge regionale 31 del 2006 e successivamente dal ministero delle Pari opportunità, che definisce la qualità e la professionalità dei servizi offerti». L’assessore sottolinea il lavoro svolto negli anni: «È stata sviluppata una progettualità nazionale che ci ha consentito, non solo di implementare azioni di sistema al contrasto di tale fenomeno ma di stabilizzare anche economicamente le situazioni più complesse e difficili che le donne vivono».