Pellegrini, appello per il farmaco gratis

6 Agosto 2016

I senatori Pezzopane e Manconi a sindaco e Regione: «Aiutate questo giovane». Dalla “Voce” fondi per farlo dipingere

CHIETI. Parte la mobilitazione della “Voce dei Marrucini” a sostegno di Fabrizio Pellegrini. Il direttore responsabile Ugo Iezzi, i vice Anna Crisante e Armando Cesarini, il caporedattore Mario D’Alessandro e tutta la redazione hanno deciso di dedicare il prossimo numero all’artista teatino di 47 anni, da lunedì scorso ai domiciliari a casa della sorella. Pittore e musicista, Pellegrini è stato arrestato per coltivazione di cannabis, sostanza che utilizza per curare la fibromialgia di cui soffre. Scarcerato grazie all’intervento dei due avvocati radicali Vincenzo Di Nanna e Giuseppe Rossodivita, Pellegrini continua a soffrire per l’impossibilità di curarsi. L’unica terapia che sopporta è proprio quella a base di marijuana. Esiste un farmaco a base di cannabis, ma costa oltre 500 euro al mese, soldi che l’artista non ha, dovendo pensare anche a trovare un nuovo alloggio, visto che non può rimanere tanto dalla sorella e che non può tornare a casa sua, luogo dove si è perpetrato il reato, dove cioè coltivava le piantine di cannabis.

«La prima iniziativa che abbiamo preso», spiega Iezzi, «è stata una colletta per comprare tutto il necessario per far tornare Fabrizio a dipingere. Con le sue opere abbiamo intenzione di realizzare una mostra. Fabrizio è ai domiciliari e giustamente non può parlare con nessuno. Saremo noi a far sentire la sua “voce” e per questo intendiamo dedicare a lui il prossimo numero del nostro periodico».

Ieri a Chieti è arrivato Andrea Trisciuoglio, dell’associazione LapianTiamo, il primo, insieme alla radicale Rita Bernardini, ad essersi interessato al caso dell’artista teatino abbandonato a se stesso nel carcere di Madonna del Freddo. Trisciuoglio, malato di sclerosi multipla che utilizza cannabis a scopo terapeutico attraverso lo stesso medicinale di cui avrebbe bisogno Fabrizio, è arrivato per parlare con Veronica Pellegrini, parente di Fabrizio e presidente del Cisc (Centro di iniziativa socio culturale), associazione che si occupa anche di diritti umani. Veronica si sta mobilitando sia per far ottenere le cure all’artista teatino e sua per cercare una struttura adeguata che possa ospitarlo. Ieri il deputato Sel-Si Gianni Melilla, che ha incontrato Pellegrini in carcere, ha parlato con il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso che gli ha assicurato il proprio «impegno immediato» per risolvere il problema della legge regionale sulla cannabis terapeutica, approvata ma mai attuata. I senatori Stefania Pezzopane e Luigi Manconi, a loro volta, hanno scritto una lettera al sindaco, Umberto Di Primio, e allo stesso D’Alfonso, affinché al caso Pellegrini si interessino i servizi sociali per dare al giovane una sistemazione dove possa vivere dignitosamente e curarsi con efficacia.