Pensionato ucciso in casa Cresce l’attesa sulle perizie

23 Febbraio 2018

Monteodorisio. All’esame del Ris gli accertamenti eseguiti nell’abitazione Fondamentali i riscontri sul nastro adesivo con il quale l’uomo era stato legato

MONTEODORISIO. Sono trascorse tre settimane esatte dall’omicidio di Antonio Lizzi, 69 anni. Il mistero è ancora irrisolto. Al momento non c’è un colpevole e neppure un movente. Il corpo senza vita del pensionato è stato ritrovato il 4 febbraio, due giorni dopo la morte. Era all’ingresso di casa, pesto e legato. La porta era socchiusa.
Gli investigatori hanno compiuto all’ingresso della casa accertamenti tecnici per rilevare le impronte. E proprio su quegli accertamenti dovrebbero arrivare le risposte. Se i risultati non dovessero essere soddisfacenti si ricorrerà ad altre verifiche.
La casa di contrada Marracola, a Monteodorisio, e il furgone Fiat Fiorino della vittima restano quindi sotto sequestro. Le indagini proseguono nel più assoluto riserbo. I carabinieri del Ris (Reparto investigazioni scientifiche), stanno eseguendo le analisi sulle tracce trovate nella casa di Lizzi. È la tappa cruciale delle indagini sull’assassinio dell’uomo, colpito al volto e poi massacrato di botte. Il Ris è affiancato dagli specialisti del reparto scientifico di Chieti.
Nella sede del Ris, a Roma, sono in corso da giorni le perizie chieste dalla magistratura. A coordinare le indagini c’è il procuratore capo del tribunale di Vasto, Giampiero Di Florio. Nei laboratori di Tor di Quinto si stanno svolgendo le perizie tecniche sulle impronte rinvenute sullo scotch che bloccava i piedi e i polsi della vittima, sul pavimento e su alcuni utensili e oggetti da lavoro che i militari specializzati nelle indagini scientifiche hanno trovato sulla scena del crimine e repertato. Saranno comparate per capire se sono compatibili con le impronte della vittima o se appartengono ad altri.
Le analisi riguarderanno anche gli indumenti che il pensionato aveva addosso al momento dell’omicidio.
Impossibile stabilire quanto tempo ci vorrà per avere le prime risposte.
Un altro tassello importante arriverà dalla perizia genetica relativa ai peli e capelli trovati sulla salma di Antonio: potrebbero non appartenere alla vittima. I carabinieri, nel corso dei ripetuti sopralluoghi e con l’aiuto di diversi conoscenti della vittima, hanno passato sotto la lente d’ingrandimento ogni dettaglio della vita del pensionato.
Pare che Antonio non frequentasse nessuno ma gli investigatori non hanno escluso neppure le frequentazioni all’apparenza senza importanza.
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