Pepe: Consorzio vicino a fallimento

L’assessore: «Canoni aumentati per evitare il rischio». Oggi sit-in degli agricoltori
VASTO. Oggi per gli agricoltori è il giorno del sit-in davanti alla sede del Consorzio di Bonifica per protestare contro l’aumento dei canoni, lievitati di oltre il 50%. Dalla loro parte si schierano il consigliere regionale Mario Olivieri e l’ex assessore Mauro Febbo che in un ordine del giorno segnala l’emissione di cartelle errate. Coldiretti, oltre a condannare gli aumenti, presenta una proposta alternativa fissata in punti chiari: aumento delle tariffe delle imprese industriali per la fornitura di acqua per incrementare le entrate di 500-600 mila euro l’anno, sottoscrizione di una convenzione con l’Arap per la gestione congiunta dei depuratori di San Salvo, Vasto e Montenero di Bisaccia per avere ulteriori entrate di 350-400mila euro l’anno, la vendita degli immobili consortili per il reperimento di ulteriori importanti liquidità (sede decentrata di Lanciano, fabbricato, terreni a verde e impianti sportivi di Atessa, casello di Casoli, capannone Torino di Sangro, per un valore di 1,5-1,8 milioni di euro). «Un documento di proposte concrete per uscire dalla condizione di dissesto finanziario ed organizzativo», afferma l’associazione, «non la semplice protesta che si esaurisce in cartelloni e mugugni. Lo abbiamo consegnato all’assessore Dino Pepe». Ada Sininberghi, della Cgil, torna a chiedere un incontro con la Regione per arrivare alla definizione di un piano industriale e ricorda che intanto «i dipendenti del Consorzio continuano a non vedere le retribuzioni».
«La giunta regionale, sin dal suo insediamento, è intervenuta con decisione sul risanamento del Consorzio di Bonifica. Le uniche vittime di questa drammatica situazione sono gli agricoltori abruzzesi. Pensando unicamente al loro interesse, il governo regionale ha avviato i provvedimenti necessari», interviene in serata l’assessore alle politiche agricole, «la grave situazione debitoria creata dalle gestioni antecedenti al commissariamento dell’ente, ha portato il Consorzio sull’orlo del fallimento. Nella drammatica ipotesi di bancarotta», sottolinea Pepe, «gli agricoltori avrebbero dovuto far fronte direttamente alle pesanti perdite di bilancio. Per evitare di addebitare agli incolpevoli agricoltori le responsabilità altrui, si è reso necessario un aumento cospicuo del canone consortile, tra l’altro non aggiornato da oltre un decennio a fronte di costanti aumenti degli oneri necessari all’esercizio irriguo ed alle altre attività consortili. Le responsabilità dell’aumento, quindi, vanno ricercate solo ed esclusivamente nelle sceltescellerate delle gestioni precedenti». L’assessore Pepe richiama, poi, tutti a «un esame di coscienza e a un atteggiamento responsabile di fronte alla grave situazione debitoria del Consorzio», tenendo conto «della temporaneità dell’aumento del prelievo tributario, con l’obiettivo di ridurlo appena possibile, e soprattutto», conclude l’esponente della giunta regionale, «nell’ottica del riallineamentotecnico del catasto consortile, finalizzato ad una più veritiera ed equa ripartizione dei canoni consortili». (p.c.)
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