Per 700 famiglie il rischio di pagare i rifiuti due volte

10 Ottobre 2016

L’Ufficio tributi invia oltre 7mila accertamenti sulla tassa per la spazzatura 2013 Ma nel 10% dei casi era già stata saldata: file in municipio per l’annullamento

LANCIANO. Oltre settemila raccomandate con la richiesta di pagamento della Tarsu (tassa rifiuti) per il 2013 sono partite nei giorni scorsi dagli uffici comunali. Poco meno di un migliaio, però, sarebbero sbagliate, ovvero il pagamento richiesto non è dovuto poiché già effettuato tre anni fa. Dopo quello degli aumenti illegittimi (in base alla sentenza della Commissione tributaria regionale), scoppia un altro caso in Comune intorno alla tassa sui rifiuti del 2013. Da giorni nelle case dei contribuenti lancianesi stanno arrivando raccomandate dall’Ufficio tributi per omesso o parziale versamento della Tarsu. Sono circa 7.500 quelle inviate e non mancano errori: secondo il Comune le “cartelle pazze” sarebbero poche centinaia, ma secondo altre stime sarebbero almeno il 10%.

In questi casi il pagamento sarebbe dovuto per cifre inferiori o, addirittura, non dovuto. Ma senza le ricevute di pagamento, magari non conservate dopo tre anni, è più difficile per i contribuenti dimostrare di essere in regola e, quindi, vittime di un errore. Un errore che, pare, risieda nei dati informatici del Comune e che sta causando non pochi disagi ai cittadini, costretti a lunghe file negli uffici della Soget (la concessionaria addetta alla riscossione) o del Settore tributi. Magari per sentirsi dire: «È tutto a posto, non deve versare nulla». Sono molti, invece, quelli che hanno pagato il tributo nuovamente, pur non dovendo. Dal Comune, finora, non è arrivata alcuna spiegazione ufficiale, né sugli errori né sulle modalità per farsi annullare il richiamo al pagamento (come invece avvenne per le bollette Tari errate nel 2015). Del caso si è parlato anche nell’ultima riunione dell’Ordine dei commercialisti, poiché sono numerosi i professionisti che hanno clienti con la Tarsu raddoppiata. Tra gli errori più eclatanti contenuti nelle “cartelle pazze” c’è quello di riportare negli accertamenti due volte lo stesso immobile; anche quando saldo e acconto sono identici, l’accertamento è sicuramente sbagliato. «Ma attenzione, se l’atto non viene annullato entro 60 giorni», ammonisce qualche esperto, «scatta l’obbligo di ricorso o la Soget procede alla riscossione coattiva».

Il fatto che le “cartelle pazze” riguardino la tassa sui rifiuti del 2013 non sembra un caso: per lo stesso tributo numerosi cittadini contestano gli aumenti illegittimi, come stabilito da una sentenza della Commissione tributaria regionale, che l’amministrazione comunale applicò dopo aver deciso di non introdurre la nuova tassa, la Tares, ma di continuare con la Tarsu, come stabilito dal governo tre anni fa a patto, appunto, di non prevedere incrementi. Cosa che il Comune di Lanciano non fece. Per questo molti contribuenti hanno presentato domanda di rimborso. Nel passaggio dalla Tarsu alla Tares, e poi nuovamente alla Tarsu, i dati nel cervellone comunale potrebbero essersi sballati, portando agli accertamenti non dovuti di questi giorni. Tra cartelle Tarsu “pazze” e multe a chi attraversa la Ztl pur avendo regolare pass, c’è qualcosa da rivedere negli uffici comunali.

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