Per Di Primio solo 2mila euro E l’assessore lavorerà gratis

24 Luglio 2016

CHIETI. A fine mese non avrà più di 2mila euro per colpa del patto di stabilità sforato e quindi dei tagli agli stipendi degli amministratori comunali. Ma per il sindaco di Chieti Umberto Di Primio...

CHIETI. A fine mese non avrà più di 2mila euro per colpa del patto di stabilità sforato e quindi dei tagli agli stipendi degli amministratori comunali. Ma per il sindaco di Chieti Umberto Di Primio è «vergognoso» che assessori e soprattutto consiglieri comunali debbano pagare scelte che hanno a che fare con problemi talmente tecnici, su cui non avrebbero certamente potuto incidere, come quelli relativi al patto di stabilità. «Quest’anno le regole sono cambiate in corso d’opera», spiega Di Primio, «abbiamo dovuto rendicontare entro il 2015 gli interventi finanziati con fondi comunitari e quelli effettuati nell’ambito del programma Scuole Sicure, questi ultimi poi scorporati ai fini del conteggio del Patto, che ci hanno fatto sforare». Le sanzioni sono partite dal taglio del 30 per cento delle indennità degli amministratori che si applica in maniera retroattiva da gennaio in poi.

Ciò significa che a partire da questo mese gli amministratori comunali verranno a percepire circa il 60 per cento in meno. E per qualcuno che si trova in particolari condizioni, significa addirittura lavorare da assessore a zero euro. Sembra incredibile ma è così.

E’ il caso dell’assessore all’Urbanistica Mario Colantonio che nei primi mesi dell’anno percepiva l’indennità completa, mentre in seguito, essendo rientrato a lavoro in Provincia, ha cominciato a percepire la metà, così come vuole legge, che sarà da oggi decurtata del 30%, da cui verrà prelevato un altro 30% su quanto ha percepito da gennaio ad oggi. E così, taglio dopo taglio, i suoi 600 euro per i prossimi cinque mesi in pratica gli si azzerano e il Comune di Chieti si ritroverà un assessore che lavora gratuitamente.

Diverso il caso per chi non è dipendente pubblico. Gli assessori Maria Rita Salute e Alessandro Bevilacqua, percepiscono, ad esempio, l’indennità piena di 1.880 euro, gliene resterebbero meno 900. Stesso ragionamento per l’assessore ai Lavori pubblici Raffaele Di Felice, il cui emolumento è però di 1.500 euro avendo scelto di applicare un diverso tipo di contribuzione. Lui avrà sui 700 euro. Emilia De Matteo prenderà circa 600 euro. Carla Di Biase scende a 900, come Valentina Luise e Antonio Viola. Va meglio al vicesindaco Giuseppe Giampietro che supera i mille euro. «Va bene così», dice l’assessore Salute, «assumendo questo incarico abbiamo fatto una scelta consapevole dei pro e contro, anche se mi sembra giusto essere retribuiti per il lavoro che si svolge a favore della comunità». «La legge va rispettata», aggiunge Di Felice, «ed è certo che continueremo a lavorare a tempo pieno prendendoci sempre e comunque le nostre responsabilità». (a.i.)