Perde il lavoro, Poste condannate

Non riceve il telegramma di assunzione, infermiera sarà risarcita con 127mila euro
LANCIANO. Ha perso l’occasione della vita, quel posto di lavoro a tempo indeterminato che oggi vale più dell’oro, un posto da infermiera nella Asl di Fermo. E questo a causa di un disservizio postale. Ora, a distanza di 13 anni, ha visto risarcito, in primo grado, il danno subito con una sentenza che condanna le Poste a versarle di 127mila euro. Si tratta di una donna originaria di Paglieta, rappresentata dall’avvocato Rinaldo Berghella, che nei giorni scorsi ha ottenuto dal giudice del tribunale civile di Lanciano, Giovanni Nappi, la condanna di Poste Italiane al risarcimento dei danni patrimoniali pari a 127.312 euro. La donna aveva vinto il concorso per infermiera indetto dalla Asl di Fermo 13 anni fa e il 1° agosto del 2000 avrebbe dovuto prendere servizio. Era in attesa della convocazione, mai arrivata. Anzi, il 5 gennaio 2002 ricevette dalla Asl la notizia che aveva perso il posto a favore della seconda persona in graduatoria. Da lì si è avviata la battaglia legale per capire cosa era accaduto. Il telegramma di assunzione era stato spedito dalla Asl, ma non le fu mai consegnato. Fu archiviato nell'ufficio postale di Paglieta «perché illeggibile», senza che fosse stata attivata la procedura di recupero dei telegrammi. Così dopo una vittoria in primo grado nel tribunale di Atessa, appellata perché il risarcimento non era congruo, arriva anche il sì in appello. Ma bisogna attendere la Cassazione, a cui Poste italiane ha fatto ricorso, perché questa vicenda si chiuda definitivamente. (t.d.r.)
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