Perdita d’acqua, lavori dopo 3 anni
Guardiagrele. Il sindaco annuncia il via alla riparazione del guasto sulla Marrucina
GUARDIAGRELE. Il sindaco Donatello Di Prinzio interviene sul caso segnalato dal cittadino Giovanni Auriti, riguardante la cospicua perdita di acqua che ogni giorno da ormai quasi tre anni, continua a verificarsi, a causa della rottura di un tubo, da un muro di contenimento della statale 81 Marrucina, all’altezza del bivio per la strada a scorrimento veloce per Chieti. «Bisogna subito dire», precisa Di Prinzio, «che la Sasi è da tempo al corrente di questo problema ed ha già più volte effettuato sul posto dei sopralluoghi per valutare un possibile intervento di riparazione che si è però subito evidenziato essere di notevole costo e complicato, sia dal punto di vista tecnico che di sicurezza».
Di Prinzio precisa che l’ente gestore del servizio idrico per la riparazione del guasto avrebbe individuato un percorso alternativo a valle che prevede la deviazione della condotta su un attraversamento già esistente per lo scarico delle acque piovane. «La Sasi», continua il sindaco, «già dallo scorso mese di luglio ha richiesto all’Anas, proprietaria della strada, l’autorizzazione per lo svolgimento dei lavori, ma finora non ha ancora ricevuto alcuna risposta. «Per questo», osserva Di Prinzio, «l’altra mattina ho sollecitato l’Anas a fornire subito il permesso, visto che in questo momento in cui l’acqua è razionalizzata è assolutamente assurdo sciuparla senza avere la possibilità di riparare un guasto. In considerazione di questo, il loro tecnico di zona ha concesso il proprio assenso ad iniziare i lavori, in attesa del perfezionamento dell’autorizzazione. Tra qualche giorno quindi i tecnici della Sasi che stanno approvvigionando tutto il materiale necessario per procedere alla riparazione della condotta, potranno finalmente risolvere il problema. Dispiace», conclude il primo cittadino, «che si sia perso del tempo prezioso a causa delle lamentele di alcuni cittadini che si opponevano a degli interventi su dei loro terreni, con i quali poi però, siamo fortunatamente giunti ad un accordo».
Giovanni Iannamico

