Pericoli per gli agricoltori sulle vie della vendemmia

20 Settembre 2020

Ortona. La raccolta dell’uva entra nel vivo sui 3.418 ettari dedicati alla viticoltura ma la strada di Passo di Civita è piena di insidie e il ponte sull’Arielli dimenticato

ORTONA. Passo di Civita, in località Aquilano, resta una strada pericolosa. In contrada Arielli, nel punto in cui doveva essere ricostruito il ponte sul torrente, il canneto ha ormai chiuso ogni accesso. Nel periodo di vendemmia, questi sarebbero due punti chiave per la viabilità rurale. E invece tra insidie e problemi rimangono dei veri e propri nodi da sciogliere. Dei 5.147 ettari su cui si estende la città, ben 3.418 sono dedicati alla vite, ossia circa il 66% della superficie totale. Tra cantine e aziende vitivinicole, Ortona vanta sedici realtà che offrono un importante percorso di degustazione di vini. L’agricoltura rappresenta dunque un fattore per l’economia locale, eppure ci sono dei problemi che andrebbero risolti per favorire l’operato degli agricoltori. Tra questi la viabilità rurale, sulla quale - nonostante l’amministrazione comunale abbia investito per garantire la sicurezza -, alcune criticità restano. E questi appena citati ne sono due esempi.
Per quanto riguarda Passo di Civita oltre ottanta persone auspicano un intervento su un percorso in forte pendenza che attraversa i campi non lontani dal torrente Arielli. Risale al 2015 un’istanza protocollata al Comune di Ortona per la sistemazione della strada e nei mesi scorsi alcuni sottoscrittori tramite Il Centro avevano lanciato un nuovo appello. Ma per questo periodo di vendemmia dovranno fare i conti ancora con la pericolosità del tracciato dove negli anni passati si sono verificati due incidenti mortali. L’amministrazione comunale ha ascoltato le loro richieste in incontri che si sono tenuti a Palazzo di città, un’attenzione che gli interessati hanno apprezzato. Ma l’intervento non c’è ancora stato. La proposta è quella di modificare il tratto in curva da sostituire con un nuovo tracciato ad andamento rettilineo. L’opera, tra l’altro, addolcirebbe anche la pendenza rispetto a quella attuale. «Da parte nostra c’è piena disponibilità a collaborare, eventualmente anche sotto l’aspetto economico fornendo un contributo», avevano detto i cittadini che tuttora rimangono aperti al confronto con l’amministrazione.
Altra problematica che si trascina ormai da anni è il ponte sul torrente Arielli, danneggiato irrimediabilmente con il maltempo del 2015 e poi demolito in previsione di una sua ricostruzione mai avvenuta. Tra discussioni politiche, scambi di accuse e opinioni diverse sulle reali cifre necessarie alla sua realizzazione, nel frattempo il punto in cui sorgeva l’infrastruttura è stato invaso dalla vegetazione. Il passaggio ormai è chiuso da un folto canneto e nelle vicinanze della provinciale abbondando i rifiuti lasciati sul ciglio della strada. Anche questo sarebbe stato un percorso molto utile in questo periodo di raccolta ed invece se ne sta facendo a meno. Va detto, però, che sono stati effettuati lavori di riqualificazione sulle strade vicine che rappresentano i percorsi alternativi a questo ponte demolito che univa la provinciale di contrada Arielli con l’area del Feudo.
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