Pericolo amianto in quattro ospedali

11 Novembre 2016

Nei pavimenti delle strutture sanitarie di Chieti, Vasto, Lanciano, Atessa e Gissi è presente il materiale che va rimosso

CHIETI. Attenti dove mettete i piedi, state camminando sul pavimento di amianto.

Il cartello esposto nei locali del Dipartimento di salute mentale in viale Amendola 41 non lascia spazio a interpretazioni o dubbi: il pavimento realizzato in vinil-amianto va rimosso, ma in attesa della bonifica è necessario, come indicato nel cartello informativo a cura della stessa Asl, attenersi ad alcune regole comportamentali: evitare di mangiare, bere o fumare nei locali indicati. Una vera impresa se si considera che i locali in questioni sono frequentati da persone con disturbi mentali.

L’avviso agli utenti porta la data del 17 maggio ma ad oggi il materiale pericoloso non è stato ancora rimosso.

E c’è di più. Nel documento che l’unità operativa Investimenti, patrimonio e manutenzione ha inviato il 12 maggio scorso all’Ufficio trasparenza e tutela della Asl gli edifici oggetto «dell’informativa da dare all’utenza» sono altri quattro.

La Asl ammette che è presente materiale contenente amianto anche negli ospedali Renzetti di Lanciano, San Camillo de Lellis di Atessa, San Pio di Vasto e all’ex ospedale, oggi presidio territoriale di assistenza di Gissi.

«In merito all’oggetto» ovvero il pericolo amianto «si raccomanda di dare disposizione affinché siano veicolate le informazioni circa la gestione del materiale contenente amianto in Azienda secondo quanto riportato a pie pagina». Più in basso compaiono anche le informazioni destinate agli utenti.

Che a ben leggere però appaiono piuttosto contraddittorie: «È presente materiale contenente amianto, ma non esiste pericolo per la salute di chi vi accede». E ancora «È stato accertato che non c’è rischio per la salute pubblica in quanto non sono state rilevate fibre di amianto nell’aria» e che «tale materiale è tenuto sotto controllo e continuamente monitorato dalla Asl». Nella cartellonistica apposita, si legge ancora nel documento, «è indicata puntualmente dove è ubicato tale materiale».

L’ultima considerazione è quella che dovrebbe maggiormente tranquillizzare chi frequenta assiduamente gli ospedali indicati nella lista nera: «Tale materiale sarà bonificato nei tempi strettamente necessari come per legge».

Sì, ma quando? Dalla segnalazione dell’amianto-killer nei pavimenti sono passati quasi sei mesi, ma i cartelli di pericolo restano al loro posto. Segno che gli interventi di bonifica annunciati dalla Asl Lanciano-Vasto-Chieti non sono stati ancora avviati. Cosa e quanto si dovrà ancora attendere prima che i pavimenti degli ospedali e del Dipartimento di salute mentale sottoposti a inevitabile e continua usura vengano sostituiti o messi in sicurezza? Abbiamo provato a contattare il direttore dell’unità operativa investimenti, patrimonio e manutenzione Filippo Manci e il dirigente responsabile amianto Francesco Cau dell’Azienda sanitaria locale, per avere delle risposte, ma il nostro intento non è andato a buon fine.

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