Periferie all’asciutto e nessuno avvisa

Proteste in via Alborato, rione Croci, Montevecchio, Incoronata e San Paolo: «Vogliamo un’estate senza disagi»
VASTO. L’ultimo acquazzone risale a giovedì, eppure molti rubinetti dei quartieri più alti della città durante la notte restano a secco. A soffrire la sete sono soprattutto le zone collinari: la nuova area di via Alborato, la zona di via delle Croci, Montevecchio ma sempre più spesso anche l'Incoronata e il quartiere San Paolo. I residenti di via San Rocco sono rimasti nei giorni scorsi a secco per 48 ore e nessuno ha spiegato loro perchè. «Ci risiamo», ha protestato ieri mattina il titolare di un’attività. «Arriva l’estate e le condutture idriche cittadine si rivelano insufficienti». Operatori e famiglie protestano. La Sasi, la società che gestisce il servizio, insiste: il razionamento idrico è necessario per evitare emergenze a luglio e agosto. Non basta insomma una stagione piovosa per avere acqua a tutte le ore e tutti i giorni se le condotte non sono adeguate. I mugugni si moltiplicano ma il problema non è facile da risolvere. Le condotte sono vecchie e inadeguate. L’unico modo per limitare i disagi è fare scorte di acqua durante il giorno. La riviera dovrebbe essere dissetata dall’acqua che arriva dalla diga di Chiauci. Il commissario del Consorzio di bonifica, Franco Amicone, assicura che la quantità d’acqua dell’invaso è la stessa dello scorso anno. E allora perché anche la riviera resta spesso all’asciutto? Le famiglie sono esasperate. «Come facciamo a fare scorte se già al mattino l’acqua è poca? Perché, piuttosto, il Comune non inizia a ridurre gli sprechi?», chiede una pensionata che abita in via Alborato.
I cittadini, stanchi di sopportare disagi, invitano la Sasi a scoprire dove va a finire l’acqua che non arriva nelle loro case, prendendo provvedimenti prima che arrivino i turisti. Marco Di Michele Marisi, referente del gruppo Giovani in movimento, sta raccogliendo le denunce di decine di cittadini. «È necessario adottare nuovi criteri di risparmio e distribuzione idrica e soprattutto vanno adeguate le condotte. Da venti anni la storia di ripete. Ad ogni estate la città resta all’asciutto», afferma Marco Di Michele Marisi. «A creare maggiori disagi è la mancata informazione. I malati e le attività commerciali devono essere avvertiti e sapere quando mancherà l’acqua. È ora che la Sasi investa i soldi degli utenti su interventi di sistemazione della rete idrica e non sull’emergenza. L’acqua a disposizione è sempre meno e le bollette non calano. Gli utenti pagano quote anche sulla manutenzione. Manca una pianta della rete idrica. Ad ogni guasto gli operai fanno una serie di buchi per individuare la falla. È assurdo. I cittadini e gli operatori turistici hanno diritto di vivere un’estate senza disagi idrici», conclude Marco Di Michele Marisi.
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