Perimetrazione del Parco, Di Stefano va in Procura

22 Settembre 2015

Il deputato di FI segnala alcune anomalie sui confini della nascitura riserva: «Aree paesaggistiche rimaste inspiegabilmente fuori, la magistratura indaghi»

LANCIANO. Sarà la magistratura a indagare sulla perimetrazione del nascituro Parco nazionale della Costa dei trabocchi. Ad interessare gli organi giudiziari è il deputato di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano, che ha annunciato l’intenzione di depositare un esposto al posto di polizia giudiziaria della Camera. L’obiettivo è «fare definitivamente chiarezza su questioni sulle quali, seppure interpellato in più occasioni, il commissario Pino De Dominicis non ha mai voluto rispondere».

In particolare Di Stefano si concentra sulla perimetrazione “anomala” che risulta dalle cartografie ufficiali. Un tracciato che il deputato definisce «a pettine», con confini che si allungano su alcune aree, ma che ne saltano altre a piè pari. È il caso, ad esempio, di Vasto dove l’area conosciuta come Parco dei Limoni e quella di Montevecchio, pur rappresentando una porzione di terreno di interesse naturalistico, non sono inserite nella perimetrazione. «Andrebbero visti bene i catasti», prosegue Di Stefano che ieri, a Lanciano, ha convocato una conferenza stampa», perché se da un lato i terreni all’interno del parco perdono la condizione di edificabilità, dall’altro quelli immediatamente vicini ai confini, ma esterni, acquistano un valore esponenzialmente più alto di quello che avevano in precedenza». Come mai, dunque, alcuni terreni sono inseriti nel parco e altri no? La circostanza interesserebbe, secondo Di Stefano, anche altri comuni, ma gli esempi più eclatanti sono stati notati a Vasto e Ortona. «Nonostante avessimo chiesto più e più volte quale fosse il criterio scientifico di questa perimetrazione», prosegue Di Stefano, «non ci è mai stato risposto. All’interno del parco è stato inserito un ospedale, un porto, varie aree produttive e, invece, mancano altre zone che vi dovrebbero essere inserite per interesse naturalistico e paesaggistico. Alla luce di queste considerazioni, e di alcuni articoli usciti sul web sull’argomento, ritengo opportuno richiedere alla magistratura di valutare se ci sia stata o meno una caratterizzazione scientifica di questa perimetrazione e se questa non abbia avvantaggiato o svantaggiato qualcuno tra i portatori di interesse». Intanto i Comuni da sempre contrari all’istituzione della riserva naturale nazionale, in testa San Vito e Rocca San Giovanni, attendono di essere convocati dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, per tentare di rivedere la perimetrazione e i vincoli che ne conseguono.

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