«Perizia psichiatrica su Martella»

15 Marzo 2015

Il difensore dell’uomo che ha strangolato la compagna: deve essere visitato, ma i loro amici mi aiutino

VASTO. Sotto stress e in occasione di forti emozioni, la mente può generare un grande e violentissimo odio, che dura anche solo pochi minuti per cui anche chi ama può arrivare perfino ad uccidere la persona amata. Salvo poi rimuovere i motivi della furia omicida. È quanto viene confermato da numerosi psicologi e criminologi. Ed è, forse, quanto accade a Joseph Martella, 57 anni, l’uomo che lo scorso 8 marzo ha strangolato la propria compagna, Daniela Marchi, 53 anni, al termine di una discussione. Martella, che ieri ha incontrato in carcere alcuni familiari, ripete in maniera ossessiva il nome di Daniela, chiede scusa ma non racconta il motivo della sua rabbia.

La difesa. «È come se avesse resettato», dice l’avvocato difensore di Martella, Massimiliano Baccalà, «sto pensando seriamente di chiedere una consulenza medico-psichiatrica. Quella notte deve essere successo qualcosa fra il mio cliente e la compagna che ha sconvolto Joseph. Qualcosa che ha scatenato la sua ira ma di cui si è pentito non appena ha visto crollare il corpo di Daniela ai suoi piedi. Ora è come se avesse rimosso tutto. Non parla. Sto cercando di farmi aiutare dagli amici per capire che cosa possa essere successo. Spero proprio che qualcuno abbia ascoltato i progetti di Daniela. O magari lo sfogo di Martella. Intanto è importante che venga visitato da un medico», insiste l’avvocato Baccalà.

Le indagini. Il capo d’imputazione per Martella è omicidio volontario. Le indagini della polizia in questo periodo si concentrano sul movente. Il vicequestore Alessandro Di Blasio, che ha coordinato le indagini, si limita a dire che «stiamo esaminando tutto quello che è in casa della coppia». L’appartamento resta sotto sequestro. Gli investigatori hanno già ascoltato molti conoscenti della coppia e altri, se necessario, saranno sentiti nei prossimi giorni. Nessuno aveva mai notato screzi nella coppia. Tanto meno problemi così gravi da sfociare in un omicidio. La polizia sta scavando nella vita dei protagonisti della tragedia di Vasto marina. A distanza di una settimana la città continua a parlare dell’omicidio. La palazzina in cui è avvenuto il delitto è diventata oggetto di curiosità.

La famiglia della vittima. Da venerdì scorso il corpo di Daniela Marchi è stato sepolto nel cimitero di Prima Porta, a Roma, dove vivono l’anziana madre di Daniela e la sorella. Le due donne sono chiuse nel loro dolore ed hanno evitato in tutti i modi il clamore dei media. Chiedono giustizia e hanno affidato il caso da uno studio legale della Capitale. Due avvocati sono stati già a Vasto. Anche se i rapporti con Daniela si erano allentati, le due donne volevano molto bene alla cinquantatreenne andata via da Roma 20 anni fa. In sede di giudizio sono decise a costituirsi parte civile. Il riserbo degli inquirenti porta a ipotizzare che la vicenda possa riservare nuove sorprese e colpi di scena.

Paola Calvano

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